verso il governo

Centrodestra, il programma parte da fisco e sicurezza. Stop all'immigrazione clandestina e condanna alla Russia

Daniele Di Mario

Prende forma il programma del centrodestra, che verrà presentato entro Ferragosto. «Stiamo lavorando in modo spedito. Penso che questa settimana finirà anche questo lavoro», conferma Giorgia Meloni intervistata al Festival La Versiliana, a Martina di Pietrasanta. Sul programma aggiunge il presidente di Fratelli d'Italia - «non cominciamo a dire cose avveniristiche, bisogna confortarsi con la realtà. Preferisco dire una cosa di meno che posso fare piuttosto che dire una cosa in più che non posso fare. Bisogna essere seri». Ieri si è tenuta un'altra riunione sul programma, in cui si fa esplicito riferimento a un decreto sicurezza che la coalizione, qualora dovesse vincere le elezioni, si appresterebbe a varare in uno dei primi Cdm. Lotta all'immigrazione clandestina e gestione ordinaria dei flussi con l'interlocuzione da portare avanti con l'Ue sono un punto fondamentale, come ha ricordato ieri Matteo Salvini a Lampedusa. Il segretario della Lega si augura che il Viminale vada «a un uomo o a una donna» del Carroccio.

 

  

 

Tornando al programma, il primo punto della bozza che verrà limata nel week end e ultimata martedì prossimo punta alla collocazione dell'Italia nel perimetro euro-atlantico. Con l'appoggio al processo di integrazione europea, la conferma delle alleanze internazionali e il rafforzamento del ruolo dell'Italia. Nel documento si fa riferimento anche alla necessità di rivedere le regole del patto di stabilità affinché si arrivi a soluzioni che portino a sviluppo e crescita. Si guarda a un'Europa meno burocratica. Per quanto riguarda la guerra in Ucraina, oltre al sostegno a Kiev, c'è l'esplicita condanna della Russia. Si ribadisce inoltre l'impegno sul Pnrr affinché le risorse previste vengano utilizzate adeguatamente. Confermato il via libera alla riforma del presidenzialismo e dell'autonomia (vengono previste compensazioni) e alla riforma della giustizia. Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza la Lega vorrebbe trasformare la misura in un percorso di formazione lavoro per 18 mesi, ma gli altri partiti insistono sulla necessità di rivedere in toto la parte del provvedimento relativa alle politiche attive. Oltre ai capitoli legati all'agricoltura, alla necessità di approvvigionamento energetico autonomo (si cita il nucleare pulito), al superbonus (si sottolinea la necessità di tutelare le aziende), tra i vari punti c'è anche quello sulla scuola e sull'università (l'obiettivo è far prevalere il merito). Una parte del programma è legata a immigrazione (stop agli sbarchi) e sicurezza (lotta a degrado e mafie, riqualificazione dei quartieri disagiati, rafforzamento delle forze di polizia). Sì a Tav e Ponte sullo Stretto.

 

 

Sul fisco si ribadisce: flat tax e quoziente familiare. Il documento è fatto di 15 punti. Sul fisco, chiarisce Meloni, «non servono altre tasse. Non sono d'accordo con l'idea che la ricchezza vada colpita, senza aver guardato a come è stata costruita». Sull'Ue poi aggiunge: «Non siamo disposti a svendere pezzi di Italia per farci dire bravi». Silvio Berlusconi, dal canto suo, reputa «vergognosa» la «demonizzazione contro Meloni, come sempre accaduto ai leader di centrodestra» avanti nei sondaggi. «Giorgia ha meriti, tenacia e coraggio. Ha ridato una prospettiva a una comunità politica di destra, una parte importante dell'elettorato». Su Salvini il Cav dice: «Abbiamo molte cose in comune ma il linguaggio e gli atteggiamenti di Matteo non sono i nostri. Se la Lega ha pagato un prezzo elettorale a un atteggiamento responsabile verso il governo, quello che può sembrare un insuccesso numerico è in realtà un successo politico e un investimento sul futuro». Sempre in casa FI tiene banco il tema dei morosi. A tutti i parlamentari è arrivata una lettera firmata da Antonio Tajani e dal tesoriere Messina che chiarisce: chi non è in regola con i versamenti - dovuti come quota associativa o contributi - non sarà ricandidato e il partito agirà in tutte le sedi per recuperare le somme dovute e non versate. Quanto alle candidature, prosegue il lavoro per raggiungere un accordo sui collegi. Il nodo resta sempre quello della quota di uninominali da assegnare ai centristi, dopo che a Noi con l'Italia di Lupi e a Coraggio Italia di Brugnaro si è aggiunta Italia al Centro di Toti. La trattativa è installo. L'accordo prevedeva 11 seggi ai centristi di cui si sarebbe fatta carico FdI. E un imprecisato numero di seggi per l'Udc in quota FI. L'ipotesi è far salire a 13 i collegi destinati ai centristi. Tra le idee anche quella di creare una lista unica, cui potrebbe partecipare anche l'Udc.