rischio inesistente

La corsa al voto, pure Matteo Renzi difende Giorgia Meloni: “Nessun pericolo fascismo”

Luca De Lellis

Giorgia Meloni rappresenta davvero un pericolo per la democrazia? Se il centrodestra vincerà le elezioni, parola di Matteo Renzi, è anche per merito di chi rievoca il fascismo parlando in questi termini della leader di Fratelli d’Italia prima delle elezioni del 25 settembre. L’ex presidente del Consiglio, durante la puntata della nuova trasmissione di La7 “La corsa al voto” – in onda lunedì 1º agosto – ha criticato un’eventuale campagna elettorale del centrosinistra basata sulla parola d’ordine “fermiamo i fascisti”. Ecco la risposta del capo di Italia Viva al tema introdotto dal conduttore e padrone di casa Paolo Celata: “Significherebbe, ancora una volta, fare un regalo alla Meloni”.

 

  

 

Poi ha proseguito: “Se dovesse capitare che la leader di FdI diventi capo del governo, allora le farò opposizione, come lei ha fatto con me in passato. Ma non vedo all’orizzonte un rischio di ritorno al fascismo. Piuttosto, ha affermato il politico di Rignano, “combatterò su temi concreti: cosa ne pensa della globalizzazione lei che è sovranista? O dello sviluppo economico se è protezionista. O ancora della situazione sociale e ambientale del Paese”.

 

 

Con tono acceso, l’ospite dell’inedito programma che ci accompagnerà nel periodo fino alle urne ha sentenziato: “Volete dirmi che Giorgia Meloni è una donna di destra conservatrice che non apprezzo? Certo. Ma se volete fare la campagna elettorale contro il fascismo state facendo lo stesso errore che la sinistra ha commesso per decenni con Silvio Berlusconi. Demonizzandola le regalate una caterva di voti”. Per concludere, Renzi lancia un appello allo schieramento che combatterà il centrodestra, quello formato in primis da Enrico Letta e Carlo Calenda: “Attaccatela perché non è in grado di governare l’Italia. Dite cosa ha sbagliato, e che già dal 2008 in cui lei era ministro ha fallito. Ma - chiosa l'ex premier - non ditele che è fascista, perché le state facendo campagna elettorale”.