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Crisi di governo, Silvio Berlusconi lascia senza parole Sergio Mattarella: la reazione del Quirinale

Al Quirinale c’è stato «stupore» per le ricostruzioni fatte da Silvio Berlusconi degli ultimi concitati giorni che hanno portato alla crisi di governo e alle dimissioni di Mario Draghi. A raccontare il retroscena è l’Huffington Post: «Sergio Mattarella è rimasto molto colpito nel leggere la ricostruzione della crisi, che il Cavaliere ha affidato a una serie di interviste». Berlusconi - ricostruisce sempre l’Huffington Post - racconta di aver chiamato, il giorno del voto di fiducia al Senato, prima Mattarella e poi Draghi e «di aver letto a tutti e due il testo della nostra risoluzione». E prosegue: «Nessuno dei due ha sollevato obiezioni» perché «lì non c’era scritto mandiamo a casa Draghi, ma il contrario». Ovvero la richiesta di un Draghi bis, cambiando alcuni ministri. «Bastava - prosegue - che Draghi accettasse e sarebbe stato tutto un altro film». Ma, chiosa, «Draghi ha detto non ne posso più». 

 

  

 

«Peccato - dice ancora la testata online - che Mattarella, cui non fa difetto la memoria, ricorda bene come sia andata la convulsa giornata di martedì, senza dover interpellare i centralinisti del Colle. Ha ben scolpito nella memoria quel primo contatto dopo l’ora di pranzo, quando fu lui, ascoltato l’intervento del capogruppo della Lega Romeo, a cercare i leader del centrodestra. Per capire, dopo un intervento di rottura con la richiesta di un bis, quali fossero le loro reali intenzioni, anche in vista dei conseguenti passi istituzionali da compiere, perché era chiaro da giorni che la caduta del governo Draghi avrebbe portato allo scioglimento. E il telefono ha squillato ‘libero’ senza ottenere una risposta di fronte a un numero (il centralino del Quirinale) al quale, solitamente, se non si riesce a rispondere, si richiama nel giro di pochi minuti. I minuti sono diventati parecchi, fino a quando, è uscito, nel pomeriggio, il comunicato congiunto del centrodestra che traduceva in posizione comune le parole di Romeo. A quel punto è arrivata, al Quirinale, la telefonata di Berlusconi: ‘Presidente, sono qui con Matteo, volevo dirle che il comunicato è stato già licenziato’. Poi Salvini che, dopo una ventina di minuti, ha ripetuto le stesse cose ancora più baldanzoso», conclude la cronaca della testata.