lapidario

Governo in bilico? Nessun dubbio per Enrico Letta: avanti fino a fine legislatura

Christian Campigli

Un mantra indiscutibile. Un assioma che, per sua stessa natura, non va nemmeno dimostrato; deve essere seguito e basta. Un avvertimento chiaro, netto e diretto ai proprio compagni di viaggio: il tempo delle polemiche e delle dichiarazioni tranchant è finito. Ora servono lucidità e buon senso. E il sostegno al governo Draghi non può più avere tentennamenti. Enrico Letta è un fiume in piena questa mattina. Stanco del chiacchiericcio dei grillini e soprattutto molto preoccupato che certe tensioni, un colpo dopo l'altro, possano indurre Draghi ad un clamoroso colpo di teatro. “Non ho nessun dubbio che questo governo andrà avanti fino alla fine della legislatura”.

 

  

Lapidario, secco e con pochi fronzoli. Un messaggio sibillino, che colloca, come fu nell'esperienza di una decade fa, durante l'esecutivo Monti, il Pd come movimento della responsabilità. O, come sostengono i maligni, come partito talmente innamorato delle poltrone da essere disposto a qualsiasi tipo di mediazione e accordo. Ma è nella seconda parte delle sue dichiarazioni, rese a margine del forum “Verso sud” in corso a Sorrento, che il leader democratico si rivolge, in modo diretto, a Conte e Di Maio. “Aggiungo anche che questo è l'ultimo governo della legislatura, se ci fossero crisi di governo adesso non ci si metterebbe a discutere, si andrebbe al voto. Quindi penso che in questo momento crisi di governo ed elezioni anticipate non siano nei radar, credo fortemente invece che andremo, ne sono straconvinto, alla fine della legislatura anche perché abbiamo molte cose da fare”.

 

Il riferimento, nemmeno troppo velato, è ad un'ipotesi che ieri è circolata nei salotti romani. Quella che vedeva la caduta del Governo dei Migliori, e la sostituzione, nemmeno si fosse ad un torneo di calcetto, di Mario Draghi con Daniele Franco. I grillini non apprezzano la politica dell'invio di armi in Ucraina, questo è noto. E una posizione, quella tenuta dall'attuale inquilino di Palazzo Chigi, giudicata troppo supina rispetto agli Stati Uniti d'America. Letta, con poche sillabe, passa la palla avvelenata a Conte: o mantieni fede all'impegno preso e appoggi senza se e senza ma Draghi, o ti assumi l'onere della sua caduta. E delle elezioni anticipate di settembre.