rischio escalation

Draghi vola da Biden ma gli italiani hanno paura. "La sua guerra non è la nostra", il sondaggio che gela il governo

Il premier Mario Draghi martedì 10 maggio sarà negli Stati Uniti per incontrare il presidente americano Joe Biden. Il tema caldo del vertice è ovviamente il ruolo dei due Paesi nella guerra in Ucraina mentre un numero sempre maggiore di commentatori sottolinea come gli interessi di Washington e Roma in ballo in questo conflitto siano molto diversi, tanto che si parla apertamente di una guerra per procura tra Usa e la Russia di Vladimir Putin. E gli italiani cosa pensano? A fornire una lettura interessante è Alessandra Ghisleri, a capo della società di sondaggi Euromedia Research. 

 

  

Infatti secondo le ultime rilevazioni gli italiani temono che ci sia "un legame troppo stretto tra il nostro governo e Biden", un pregiudizio non relativo agli Stati Uniti in generale ma relativo proprio al governo americano. "Lo denuncia un italiano su quattro, il 25%, ed  è un tema su cui riflettere perché l'Europa si trova in mezzo a questo conflitto tra Oriente e Occidente e i cittadini italiani si sentono alla lunga schiacciati tra il dovere di una guerra che loro sentono ad oggi come economica", spiega Ghisleri, "e la paura, che ha il 71,2%, che questo conflitto travalichi i confini e possa arriva sul nostro territorio". 

Questo può ripercuotersi a livello politico nella fiducia a Draghi, ma gli intervistati sono preoccupati soprattutto per la stabilità mondiale e il rischio di finire in guerra, spiega la sondaggista ospite lunedì 9 maggio de L'aria che tira, il programma di La7.

 

La sensazione di instabilità è legata alle parole al vetriolo pronunciate a più riprese da Biden all'indirizzo del presidente russo Vladimir Putin, sottolinea Ghisleri, "una figura che si contrappone a quella di Donald Trump". "Le parole di Biden spingono molto sul fuoco, però ci siamo noi qua" a rischiare sulla nostra pelle.  Dato interessante per tastare il polso dell'opinione pubblica è la reazione alle dichiarazioni di Giorgia Meloni alla conferenza programmatica di Fratelli d'Italia. "C'è stato un grande consenso in quello che lei ha detto, cioè che Biden rischia ma siamo noi vicini" all'Ucraina e alla Russsia, anche per il pericolo "di radiazioni nucleari, di cui un terzo degli italiani ha paura. E sia anche per il conflitto economico perché ovviamente le sanzioni" alla Russia "cadono direttamente su di noi". Ghisleri sottolinea poi come solo il 14,2% degli italiani le ritieni utili. 

 

La guerra ha poi cambiato molto anche sul piano politico, sembra che si siano "ribaltati i paradigmi del 900. Vediamo un Matteo Salvini molto più aperto la pac, poi vediamo le dichiarazioni di Enrico Letta che sono invece, come molte forze anche di centrodestra, per armare aiutare gli ucraini". Su questo come è ormai noto "i cittadini sono molto scettici - conclude la sondaggista -  ricordo che il 46% nei nostri sondaggi è contrario all'invio di armi all'Ucraina mentre il 41% a favore". Per gli italiani armare Kiev incoraggia infatti il "conflitto piuttosto che il dialogo e le stesse sanzioni vengono considerate da una parte importante della popolazione come delle micce che possano ispirare una violenza ulteriore invece che un disarmo e un dialogo di pace".