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Mario Draghi che va alla guerra contro Quota 100 è in pensione (ricca) con Quota 99

Dopo giorni di discussioni e trattative è stata trovata una quadra per il futuro delle pensioni con Quota 104. Ma come si pone lo stesso Mario Draghi all’interno di questo dibattito? Come svelato da Il Fatto Quotidiano la gestione del futuro previdenziale è affidata al premier, definito un “baby pensionato” che ha ottenuto l’assegno previdenziale con quota 99. Draghi è andato in pensione nel 2006 a 59 anni, considerando 40 anni di lavoro e il riscatto della laurea. E l’assegno mensile che incassava era pari a 14.843,56 euro mensili lordi, 8.614,68 euro al netto. 

 

  

 

Nei suoi ultimi 5 anni di lavoro, ai fini del calcolo della pensione, ha potuto vantare rilevanti stipendi di dirigente dello Stato visto che è stato direttore del Tesoro fino al 2001 e poi, dal 2002 al 2005, vice chairman e managing director di Goldman Sachs International. Poi nel 2006 ha assunto l’incarico di governatore della Banca d’Italia, che gli permetterà di maturare un’indennità che, nell’anno di conclusione del mandato, il 2011, raggiunge i 757.714 euro. 

 

 

Il Fatto va quindi all’attacco del premier: “Questa condizione speciale di Quota 99 non gli impedisce però di costruire la narrazione dei giovani contro i cattivoni del sindacato che tutelano solo gli anziani e che ostacolano le nuove generazioni. Il sindacato non brilla certo per capacità di relazione con i più giovani… La narrazione è stata poi pienamente rilanciata da Elsa Fornero, l’autrice della famigerata riforma e oggi consulente dello stesso governo Draghi, che ha accusato Maurizio Landini della Cgil di non pensare ai giovani e di occuparsi solo di Quota 100”.