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Virginia Raggi isolata dal Movimento 5 Stelle e confusa: tira fuori improbabili sondaggi

Pietro De Leo

La fantasia in politica è una virtù, la follia a volte pure, ma l’invenzione un po’ meno. Al limite, fa spettacolo, che è un’altra cosa e magari può divertire. E allora giungono liete le parole pronunciate dal Sindaco uscente di Roma, e candidata al Movimento 5 Stelle, Virginia Raggi. «Arriverò al ballottaggio», dice sicura la Prima Cittadina durante il programma Omnibus, su La7. «I sondaggi mi danno al ballottaggio e ho superato anche Gualtieri, ora puntiamo a Michetti, siamo l’unico ostacolo alla destra». E ancora: «Non temo nessuno. Abbiamo due candidati messi lì dai partiti, sia Michetti che Gualtieri». Un passaggio che contiene un escamotage e il solito ritornello moralistico. L’escamotage è il fatto che quanto dice sui sondaggi è pubblicamente indimostrabile, ma lo è anche il suo contrario. Nel senso che siccome oramai i sondaggi non si possono più pubblicare, ognuno può dire ciò che vuole. Il ritornello moralistico riguarda il fatto che lei continua a dipingere Michetti e Gualtieri come delle pedine dei partiti mentre lei sarebbe la Giovanna D’Arco senza paura e indomabile. Peccato che, come abbiamo già dimostrato da queste colonne, i cinque anni che si vanno chiudendo raccontano una storia un po’ diversa, tra figure vicine alla Casaleggio&Associati (un tempo cuore pulsante del Movimento) scese dal Nord per fare gli assessori e persino due parlamentari tutor (Bonafede e Fraccaro), che partecipavano alle riunioni di giunta.

 

  

 

Poi c’è tutto l’aspetto che, al di là di evocati sorpassi, riguarda il consenso e la solidità del Movimento. Va ricordato che Virginia Raggi ha concluso il suo quinquennio senza maggioranza, per via di defezioni progressive nell’Aula Giulio Cesare. Marcello De Vito, che ha avuto il ruolo di Presidente del Consiglio e considerato «mister preferenze» del Movimento 5 Stelle, per dire, oggi è in lista con Forza Italia. Addii plurimi, per altro, si sono verificati anche nei Municipi, in un’emorragia capillare che ha indebolito il Movimento sul territorio romano. E poi c’è un tema che riguarda il partito. Il nuovo leader Giuseppe Conte si è solo timidamente affacciato in questa campagna elettorale, allontanando da sé qualunque conseguenza rovinosa dall’eventuale disfatta. E, per dire, ieri pomeriggio il sito di Repubblica riportava un retroscena significativo assai.

 

 

In una chat di whatsapp popolata dagli eletti pentastellati del Lazio, l’attuale assessore regionale alla transizione ecologica e alla trasformazione digitale, Roberta Lombardi, avrebbe postato la foto di un accumulo di rifiuti nel terzo Municipio di Roma. «Piccola discarica a cielo aperto», l’ha definita Lombardi, che nel testo lamenta il fatto che nessuno passi a pulire, nonostante lì vicino ci sia la sede territoriale di Ama. Nel pezzo di Repubblica si evidenzia come nessuno abbia controreplicato in favore della Prima Cittadina. Non solo la circostanza non è stata smentita, ma a sera da fonti regionali vien fatto filtrare che il dissenso di Roberta Lombardi per la gestione comunale dei rifiuti è noto, e che inoltre non ha apprezzato la linea di campagna elettorale tenuta dalla Raggi. Tra le due, come si è avuto modo di appurare in questi cinque anni, i punti di frizione sono stati molti. Ma se questo è il clima che si respira nel Movimento per i miracoli forse siamo un po’ fuori tempo.