fuori i nomi

Si vergognerà di andare a Siena, Salvini stana Letta su Mps

«A Roma siamo davanti. E siamo in testa anche a Torino, una città dove ha sempre vinto il centrosinistra. E poi c’è Siena, dove il Pd ha distrutto una banca con quasi 6 secoli di storia. Io fossi Letta mi preoccuperei: ha detto che se perde si ritira. Attenzione, c’è quel precedente di Renzi legato al referendum del 2016, non è che la frase porti fortuna». Lo dice Matteo Salvini al Giornale.

«Approfitto di questa intervista per chiedere ufficialmente dalle colonne del Giornale i nomi, tutti i nomi, di chi ha avuto prestiti dalla Banca o dalla Fondazione. Partiti, centri culturali, privati, soggetti vari, parlamentari», dice il leader della Lega aggiungendo: «Qualcuno è ancora in carica? Sarebbe interessante sapere quanto ognuno di loro ha preso. La banca ci consegni le liste di chi ha ricevuto prestiti o contributi negli ultimi anni. Sono proprio curioso di conoscere quei nomi».

  

 

 

 

 

 

Salvini, tra le altre cose, parla del caso Durigon: «E perché dovrebbe dimettersi?», chiede aggiungendo: «La Lega non ha nessuna nostalgia del fascismo. Noi pensiamo al futuro, non al passato. Anzi, guardiamo pure al presente, mentre il sindaco di Latina sembra trascurare i problemi concreti, come la raccolta dei rifiuti e non solo. Piuttosto aspetto, come dicevo, i nomi di chi ha succhiato risorse a Mps. Anche per verificare se ci siano o meno parlamentari in carica. Io aspetto l’elenco. E sono sicuro che quando verrà reso pubblico, Letta si vergognerà di andare in giro per Siena».