il paradosso

Gli strani sfidanti di Enrico Michetti: lo criticano ma lo copiano. Scippate le idee su rifiuti e stadio

Francesco Storace

Se i social rappresentano tendenze elettorali, la paura fa 90 e gli avversari di Enrico Michetti hanno una fottuta paura della sconfitta. Se le dichiarazioni che rilasciano indicano i loro timori, si può cominciare a dire che la mossa di candidare un civico comincia a sortire effetti positivi. I tre «politici» che litigano per i voti di sinistra, contro Michetti ne stanno dicendo di tutti i colori. E sbagliano. Anche perché mirare a fare confusione sull’avversario, ti fa guadagnare un like su facebook o su twitter, ma non sposta voti. Anzi, l’irrisione indigna e semmai compatta l’elettorato verso la vittima di una campagna indegna. A partire dalla demonizzazione di cui si rende protagonista Virginia Raggi, sindaco di Roma. Che per attaccare Michetti se la prende con la «Lega nord». Proprio così, dice quella che per prima dovrebbe rispettare gli elettori di ogni partito. Ne falsifica il nome. Ha buon gioco Barbara Saltamartini, che della Lega è deputata e conosce Roma meglio della Raggi, a dirle che il 3 ottobre «la Lega prenderà più voti di lei e non per questo etichetteremo la sua corsa come residuato di una rivoluzione fallita». Pizzica i competitori rossi per il Campidoglio anche il capogruppo in Campidoglio di Fratelli d’Italia, Andrea De Priamo, che mette in fila le scopiazzature di Raggi, ma pure di Carlo Calenda e Roberto Gualtieri. Già, c’è anche questo nell’inizio della campagna elettorale per la conquista del Campidoglio. L’agenda la fa Michetti e gli altri lo inseguono sui temi.

 

  

 

Perché è facile - anche se deprimente per un romano - tentare di ridicolizzare la passione per la storia di una città che non a caso è indicata come eterna. Ma evidentemente non sanno che cosa voglia dire e perché sia così. Poi, finito lo scherno, si passa allo scippo degli argomenti. Con assoluta nonchalance. E De Priamo li ha beccati, a partire dal più presuntuoso di tutti, Carlo Calenda. Michetti indica per lo smaltimento dei rifiuti la quarta linea nell’impianto di San Vittore. E pure Calenda interviene per dire «e io no?». Ma come, il candidato del centrodestra non era quello incompetente? Poi, lei, Virginia, davvero memorabile. I romani - e i romanisti - l’hanno vista far naufragare il progetto dello stadio della Roma a Tor di Valle. Michetti non fa in tempo a proporre di realizzare l’impianto all’Ostiense e arriva lei, candida candida, a farlo suo. Cambia il vento e pure le opinioni...

 

 

Non solo il programma. Fanno copia e incolla anche delle parole del candidato del centrodestra, che proprio sulla Raggi e i giudizi tra il 9 e il 10 che la sindaca si era data da sola in pagella, aveva detto giorni fa che «i voti li danni i cittadini»: impressionante Roberto Gualtieri, che ha ripetuto le stesse identiche cose al Tg4. In effetti, fanno sorridere. Sono politici a tutto tondo che rincorrono un candidato civico. E magari una lezione di politica, alle elezioni, gliela darà a tutti e tre proprio Enrico Michetti. Senza urlare, ma dialogando. Che è già un programma che non si vede da tempo.