scintille in tv

Scontro sui migranti, tra Sardone e Bonafè volano stracci

Giorgia Peretti

Volano stracci negli studi de L’aria che tira, dove si discute su un tema caldo degli ultimi giorni: gli sbarchi dei migranti. La puntata di giovedì 13 maggio, vede protagoniste Silvia Sardone della Lega e Simona Bonafè del Pd. Tra le due i toni si accendono sin da subito. Oltre 2000 sbarchi in 24 ore, un’emergenza che si aggiunge a quella sanitaria causata dal coronavirus. Nel “governo di tutti” capitanato da Mario Draghi continuano a scontrarsi posizioni fortemente contrarie su temi molto delicati, tra cui quelle rappresentate dalle due europarlamentari ospiti di Francesco Magnani. 

 

  

 

 

“Gli italiani non hanno più pazienza, noi abbiamo visto che in 24 ore sono sbarcate più di 2000 persone, da inizio anno ad oggi sono sbarcate più di 13.000 migranti contro i 4.000 dell’anno scorso e solo 1.000 quando Matteo Salvini era ministro - poi continua - qualcosa non va e mi pare chiaro. La politica deve essere quella dei porti chiusi. C'è qualcosa che è cambiato nei numeri da quando Salvini non è più Ministro dell'Interno. In nessun altro Paese ci sono i numeri che abbiamo in Italia, io vorrei che l’Italia si comportasse come Spagna e Francia che rivendicasse una politica che tutela i propri confini", spiega la Sardone. La leghista punta il dito sulla gestione del problema degli sbarchi del nuovo ministero guidato da Luciana Larmorgese: “Nessuno vuole i morti in mare, ma è evidente che se abbiamo i numeri più alti non sono state adottate delle strategie efficaci. Il fatto è sempre quello: se non partono non abbiamo i morti in mare. La strategia dei porti chiusi è la via più efficace", continua la Sardone.

 

 

 

Di tutta risposta la dem Bonafè si inserisce così: “I dati di Salvini li voglio vedere ma dobbiamo imparare una cosa: il fenomeno migratorio non si gestisce con gli slogan, questo lo dico alla Sardone. Non si fa sventolando la bandiera dei mille sbarchi durante l’epoca di Salvini. Non basta fermare una nave ogni tanto, non basta fare la guerra alle ONG, ci vuole molto pragmatismo e tanta capacità di costruire alleanze in Europa". La Sardone risponde durissima: “I dati sono pubblici e li può vedere, le ricordo che è anche a processo per questa cosa. Non so forse le sfugge”.