Caso gregoretti

I pm chiedono l'archiviazione per Matteo Salvini: i silenzi dei Cinquestelle sono senza dignità

Dall’alleanza al gelo totale. Matteo Salvini e il Movimento 5 Stelle sono stati insieme al Governo nella prima esperienza di Giuseppe Conte alla guida del Paese, poi i grillini hanno tentato di dileguarsi con il più classico dei “Io non c’ero. E se c’ero dormivo”. Il Toninelli pensiero, scrive Francesco Storace sul sito 7colli, aveva campeggiato nell’aula bunker di Catania a colpi di “non ricordo” di fronte alle domande di Giulia Bongiorno. E non hanno ricordato neppure di averci governato con Salvini, i Cinquestelle.

 

  

 

Si sono scordati di essere stati sulla stessa cabina di comando quando la nave Gregoretti arrivava sulle coste siciliane. Ci ha dovuto pensare un magistrato, il pubblico ministero Andrea Bonomo, a ricordargli che non possono fare i finti tonti, Giuseppe Conte e compagnia pentastellata. Hanno deciso assieme: redistribuzione prima, sbarchi poi. L’accusa ha affermato che l’ex ministro dell’Interno non ha commesso reati facendo ciò che aveva promesso al suo elettorato. Ciò che indigna è altro, i silenzi successivi alle parole di un magistrato che avrebbe potuto pretendere processo e poi quindici anni di galera se avesse ceduto alla fantastica ricostruzione del tribunale dei ministri. Peraltro avallata da un Senato che a colpi di maggioranza voleva incarcerare il leader della Lega.

 

 

In molti - prosegue Storace - hanno taciuto e dispiace. Ma il comportamento più riprovevole è targato Cinquestelle. Perché vuol dire vergogna senza il dazio da pagare. Girarsi dall’altra parte anziché rivendicare una posizione pur se contraddetta in un’incredibile voto parlamentare. Si devono vergognare costoro. Perché se si sbaglia lo si può anche ammettere e nessuno ti darà addosso per questo. Ma aver governato con Salvini, condividere con lui le politiche migratorie, e poi rinnegarle perché si cambia governo e bisogna mostrare la faccia sdolcinata alla sinistra, è qualcosa che fa davvero vomitare. Sono senza dignità. Ed è una lezione per tutti. Questa assenza di festosa solidarietà verso il capo leghista è la rappresentazione di una politica che scende sempre più verso il basso. E lascia spazio al dubbio: sono dispiaciuti? Speravano - si interroga Storace - che si aprisse per Salvini la strada del carcere al termine del processo? L’unica realtà al momento è l’archiviazione chiesta dai pm.