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La lettera degli attivisti 5 Stelle contro Draghi: "Serve un politico, non un complice della finanza"

Una lunga lettera per dire "no" a Mario Draghi. L'hanno scritta durante una riunione centinaia tra attivisti e portavoce di tutta Italia del Movimento Cinque Stelle rivolgendosi ai parlamentari.

"Scopo della lettera - si legge - è quello di esprimere alcune considerazioni, alla luce dei principi del Movimento 5 Stelle, in occasione dell’invito del Presidente della Repubblica a partecipare alla formazione di un nuovo governo “tecnico”, con soggetti di “alto profilo”. Noi non crediamo che possano esistere i cosiddetti “governi tecnici”. Tutti i governi sono politici per loro stessa natura, perché prendono decisioni politiche. Decisioni che, in questo momento, assumono un peso ancora maggiore sui 62 milioni di cittadini e cittadine stremati dall’isolamento sociale, sfibrati dalla pandemia, piegati dalla crisi economica".

  

 

L'opposizione al premier incaricato è netta, con tanto di accuse dettagliate. "Vogliamo esprimere con forza la nostra contrarietà ad un governo con Mario Draghi. Non abbiamo nulla contro la persona, ma è ciò che rappresenta che ci preoccupa. Non abbiamo dimenticato il suo passato da Direttore generale del Ministero del Tesoro, quando si prestava ad essere l’esecutore della svendita del patrimonio pubblico dello Stato, costruito con l’impegno e il sacrificio delle nostre madri e dei nostri padri. Non abbiamo dimenticato il Draghi che ricattava i fratelli ellenici arrivando, come Presidente della BCE, a far chiudere le loro banche per condizionare il loro voto al referendum sui provvedimenti che voleva imporre per mettere in ginocchio la Grecia. Non dimentichiamo che fece parte di quella classe dirigente europea che ci impose il governo Monti e la Legge Fornero. Non dimentichiamo quando, stando alle parole dell'ex Ministro e attuale deputato Andrea Orlando del PD, arrivò a ricattare direttamente il nostro Paese per imporre il pareggio di bilancio in Costituzione, dall’alto di quell’Europa dei banchieri e delle aziende multinazionali piuttosto che dei popoli. Non dimentichiamo la sua appartenenza al G30, un gruppo di banchieri ed economisti che, a livello mondiale, si occupano del “benessere” delle grandi imprese multinazionali e delle lobby finanziarie, piuttosto che delle persone e del pianeta. Non dimentichiamo che Draghi, a dicembre del 2020, ha contribuito alla redazione di un documento 1 di rinascita delle “big corporation” #corporaterevival, in cui si chiedono "scelte molto difficili" ai governi verso i loro cittadini. Avere a capo del governo italiano chi rappresenta la finanza e le multinazionali e non i cittadini, non è una scelta che si può condividere per il bene degli italiani". 

L'obiettivo viene poi spiegato così ai parlamentari: "Noi attivisti del M5S firmatari del presente documento chiediamo, quindi, una presa di posizione netta da parte di voi, che siete i nostri portavoce, contro la costruzione di un governo in cui, come gruppo parlamentare, non potremo mai essere determinanti e, in ogni caso, non potremmo mai stare al fianco di chi è stato complice della prevalenza della finanza sulla politica, con chi ha realizzato le liberalizzazioni e le privatizzazioni che hanno distrutto il tessuto economico del nostro Paese, impoverendo il popolo e aumentando le diseguaglianze. Vogliamo che non sia la finanza a gestire l’economia, bensì la politica, affinché i valori costituzionali siano garantiti, a partire dal rispetto del sistema democratico espresso attraverso la sovranità popolare. Perché crediamo che l’economia debba svolgere quella funzione sociale prevista dalla Costituzione e non sia strumento per arricchire pochi impoverendo molti e distruggendo l’ambiente di cui l’umanità fa parte. Crediamo nei valori fondanti del Movimento 5 Stelle: la democrazia diretta, la trasparenza negli incontri e degli organi istituzionali anche attraverso le dirette streaming, la partecipazione dei cittadini alla politica, l’acqua pubblica, l’economia circolare, la giustizia sociale, il limite del secondo mandato per deprofessionalizzare la politica, il sostegno alle economie locali e resilienti, alla redistribuzione del reddito e ai servizi pubblici universali, e a quella visione dell’economia che dà libertà e diritti alle persone e non le rende schiave di un sistema governato dalle banche e dalle multinazionali. Vogliamo un’innovazione tecnologica per migliorare il lavoro, le condizioni di vita delle persone e per preservare l’ecosistema, mai come oggi compromesso dalle attività antropiche. Vogliamo un Paese capace di realizzare farmaci sicuri e liberi da 1 brevetti, che siano resi disponibili anche ai paesi più poveri e non lasciati in mano alle multinazionali private gestite dalla finanza che speculano sulla vita delle persone. Vogliamo una sanità libera dai condizionamenti delle industrie farmaceutiche, il cui scopo finale è fare profitti, una sanità basata sull’informazione, la prevenzione e la cura. Per il percorso di Mario Draghi sappiamo che tutti questi valori non potranno essere posti quali obiettivi prioritari dell’agenda politica: sono anni che circola il suo nome e alla fine i “poteri forti” stanno riuscendo a imporre la loro visione di futuro, che non è la nostra e quella dei cittadini che vedono nel Movimento 5 Stelle una speranza di essere ascoltati e tutelati".

La lettera si chiude con l'indirizzo email per aderire all'iniziativa: draghinoninmionome@gmail.com