tragedia dimissioni

Facce da funerale a Otto e Mezzo per Conte. Scanzi frigna pure: "Incapaci di trovare altri Scilipoti"

Sembrava il corteo con i parenti del caro estinto più che una trasmissione tv. Facce scure e dolore palpabile nella puntata di Otto e mezzo di lunedì sera per la conduttrice Lilli Gruber e per il suo ospite fisso Andrea Scanzi (Fatto quotidiano) davanti alla notizia della dipartita di Giuseppe Conte da palazzo Chigi.

Non avevano le parole per la commemorazione, tanto la tragedia li stava straziando. E meno male che in collegamento c'era Massimo Franco del Corriere della Sera che quasi quasi si sarebbe messo a fare un balletto tipo Carnevale di Rio per il giorno della liberazione. Quando gli animi sono così devastati, accade che sfugga qualche parola di troppo. Così Scanzi che fin lì sembrava un prete (d'altra parte si veste così) nell'orazione funebre a un certo punto è esploso nell'omelia nella rabbia più grottesca: “Incapaci, sono incapaci! Come è possibile che in una settimana non siano riusciti a raccoglierne uno in più?”. Sì, quello gli avrebbe illuminato gli occhi: uno Scilipoti in più, magari pure un Antonio Razzi a corte pur di salvare il suo pupillo.

  

 

“Incapaci, ma si può essere così incapaci?”, ripeteva tremebondo il povero vedovo che avesse potuto avrebbe reclutato pure Olgettine che dietro Conte sarebbero sembrate ai suoi occhi monachelle. “Chi è stato l'incapace che ha fatto queste trattative?”, è stato l'ultimo grido strozzato in gola. Gliela regaliamo noi la risposta all'inconsolabile don Andrea: “Giuseppi”. Sì, è stato proprio Conte a fare personalmente ogni possibile trattativa, a chiamare qualsiasi Razzi e Scilipoti ci fosse sul mercato. Ha provato con il suo fascino, promettendo poltrone e poltroncine, futuro politico e perfino dicendosi disposto a diventare vegano, come ha fatto con l'incredibile Lello Ciampolillo che glielo aveva chiesto. Don Andrea se ne faccia una ragione: l'incapace ai suoi occhi è stato proprio... Giuseppi...