condoglianze

Terrorismo, il Centro islamico d'Italia vicino ai familiari delle vittime di Nizza

Il Centro islamico culturale d'Italia esprime le proprie condoglianze verso i familiari delle vittime dell'attacco terroristico a Nizza. Attraverso le parole del suo segretario generale, la Grande moschea di Roma definisce inaccettabili i crimini commessi in Francia.

 

  

"A seguito dell'ennesima tragedia compiuta stamattina in Francia a Nizza il Centro Islamico Culturale d'Italia, noto come la Grande moschea di Roma - scrive il Segretario Generale dott. Abdellah Redouane - presenta le sue più sincere condoglianze ai familiari delle vittime innocenti colpite barbaramente. La situazione Oltralpe sta diventando più che preoccupante. L'escalation della violenza orrenda e il ripetersi di crimini cruenti come quello perpetrato a Nizza sono reati inaccettabili ancora una volta, ma sono anche segnali per tutti per riflettere su come è stata gestita la situazione dopo l'assassinio abietto di Samuel Paty. Ancora una volta il Centro islamico culturale d'Italia condanna fermamente e come sempre il ricorso alla violenza omicida scaturita dalla follia di chi pretende di difendere un suo credo vendicandosi e colpendo persone inermi. Questo clima di orrore potrebbe essere il risultato dell'irrigidimento delle posizioni dei protagonisti in Francia, nutrito anche dall'estero, con dichiarazioni e manifestazioni che non fanno del ritegno una virtù. Per disinnescare queste dinamiche, il Centro Islamico Culturale d'Italia invita tutti ad una maggiore saggezza e a riconsiderare le rispettive motivazioni, convinzioni, ed eventuali ruoli diretti o indiretti nell'accaduto. Riteniamo che l'internazionalizzazione delle crisi che devono essere gestite localmente e nazionalmente non aiuti a rasserenare gli animi e a sanare le ferite. Il Centro Islamico Culturale d'Italia invita tutti a ripensare alla salvaguardia di un rapporto tra i cittadini che preservi l'ordine pubblico, la sicurezza degli individui, la libertà di espressione e il rispetto del credo altrui".