l'ex moglie batte palazzo chigi

Mentre Conte lotta a Bruxelles la Contessa vince in casa

Franco Bechis

In Europa Giuseppe Conte è uscito restando in piedi e resistendo alle bordate di Marke Rutte. Nessuno però è profeta in patria, e in Italia il premier è finito mezzo ko.

Il gancio giusto glielo ha tirato l'ex moglie Valentina Fico che a capo di altre 11 colleghe dell'avvocatura dello Stato ha messo al tappeto in un colpo solo la presidenza del Consiglio dei ministri, il ministero dell'Economia e i suoi superiori che nel 2019 aveva trascinato tutti davanti al Tar del Lazio chiedendo un cospicuo risarcimento danni. E il tribunale amministrativo ha dato a tutte ragione, con sentenza della prima sezione presieduta da Antonino Savo Amodio, di cui è stato estensore Ivo Correale. Ha vinto dunque la “Contessa”, l'ex moglie da cui Conte si è separato ben prima di arrivare a palazzo Chigi, e a rimetterci ora sono le casse di palazzo Chigi e del ministero dell'Economia. 

  

 

Della causa di risarcimento Il Tempo aveva riferito il 28 dicembre scorso, segnalando l'imbarazzo che ovviamente si respirava nel palazzo guidato da Conte. L'ex moglie e le altre avvocatesse dello Stato ricorrevano contro la decisione della Avvocatura di escluderle durante la maternità dalla divisione dei premi delle cause vinte. Il motivo di per sé era comprensibile: non erano al lavoro per lunghi mesi e quindi nel canestro dei premi poi divisi fra tutti non potevano esserci anche loro successi professionali. Secondo loro invece il congedo di maternità non era stato una scelta personale, ma un obbligo di legge e quindi il loro emolumento mensile doveva restare inalterato, compresi forfait e premi. Questo ha sostenuto l'avvocato Costantino Ventura di Bari che le rappresentava davanti al Tar del Lazio, e questo ha riconosciuto di fatto la prima sezione dichiarando per la Fico e le sue colleghe il “diritto a percepire tutte le competenze spettanti in virtù del riparto previsto nell'art. 12 cit. maturate a titolo di onorari di causa per i periodi in cui sono state collocate in astensione obbligatoria per gravidanza e puerperio, nonché per i periodi di interdizione anticipata dal lavoro e di adozione di minore (…) con la maggior somma fra rivalutazione e interessi legali da calcolare al netto delle ritenute contributive e fiscali”.

Il tribunale ha imposto all'Avvocatura di procedere poi in sede separata e in tempi brevi a liquidare il dovuto a ciascuna di loro tenendo conto del livello retributivo che avevano all'epoca. Se non soddisfatte, possono ancora bussare alla porta del Tar del Lazio. Presidenza del consiglio, ministero dell'Economia ed Avvocatura sono state pure condannate a pagare alla Fico e compagne 3 mila euro di spese di lite.

L'ingiustizia che ora è stata riparata all'ex moglie di Conte risale al periodo d'oro del rapporto con il marito, perché la maternità che l'ha privata di quegli emolumenti accessori è proprio quella dell'attesa del figlio dell'attuale premier, Nicolò. La Fico in fatti fu collocata in congedo obbligatorio di maternità per il periodo dal 11.04.2007 al 10.09.2007, e quindi il risarcimento ottenuto ora dal Tar è in qualche modo un affare di famiglia che riguarda anche l'ex marito (per cui lei spesso ancora fa il tifo “politico” attraverso il suo profilo politico. 

Certo se si viene a sapere in Europa, questa decisione rischia di compromettere un po' il pacchetto di Recovery fund che il presidente del Consiglio è convinto di essersi portato a casa dopo notti di duri combattimenti. Perché sapere che una donna ottiene risarcimento di un danno subito durante la maternità a 13 anni dai fatti, non aiuta l'immagine dell'efficienza del sistema Italia nel suo complesso. Forse obbligherà a qualche riforma in più prima di arrivare al sognato gruzzoletto di sovvenzioni. Ma non è il momento di pensare a questo nella casa originaria di Conte, dove è il momento di festeggiare perché in quest'anno di grave crisi per tutti è arrivato dal Tar del Lazio un bonus vacanze in grado di fare impallidire la mancetta proposta dall'esecutivo. Evviva, avvocatessa Fico!