tensione in maggioranza

Il Pd è stufo delle sparate di Giuseppe Conte

Tommaso Carta

Nessuna sfiducia a Giuseppe Conte. Semmai un freno a chi cura la sua strategia comunicativa, il portavoce Rocco Casalino. Non si è ancora sanata la ferita apertasi nella maggioranza di governo tra il Pd e il premier dopo che quest’ultimo, venerdì, ha lanciato gli «stati generali» dell’economia senza aver prima allertato i partner dell’esecutivo e, soprattutto, senza aver ancora in mano nulla se non una vaga lista di buoni auspici per il Paese. Nessun piano dettagliato, nessuna lista delle priorità. E, aspetto secondario, ancora neanche un euro da spendere.

 

  

Ieri il segretario del Pd Nicola Zingaretti ha riunito in videochat tutto il gotha del partito. Erano collegati il vice segretario Andrea Orlando, i capigruppo di Camera e Senato e la delegazione dei ministri dopo il confronto teso della serata di venerdì con il premier Giuseppe Conte nella riunione con i capidelegazione della maggioranza e i ministri Roberto Gualtieri e Stefano Patuanelli. Oggetto della discussione, ovviamente, gli Stati generali annunciati dal presidente del Consiglio. Il capodelegazione dem Dario Franceschini, in particolare, ha chiesto delucidazioni al premier su un’iniziativa che non era stata condivisa con le forze di maggioranza. Una tensione che, si riferisce, si sarebbe manifestata anche nella videochat di ieri con i vertici dem. Anche perché il premier Conte non avrebbe intenzione di desistere dall’iniziativa che, al momento, resta confermata benché rinviata di qualche giorno. Fonti Pd sottolineano che «non c’è nessuna contrapposizione con Conte» ma, nello stesso tempo, si rimarca che va costruito «da subito un percorso per...

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