«Sarà un Giubileo sorvegliato speciale»
Francesca Musacchio Il mondo della sicurezza in una stanza. Infomazioni, scambi di dati e archivi in comune su tutte le attività di polizia, dai reati comuni alla scomparsa di minori, passando per...
Il mondo della sicurezza in una stanza. Infomazioni, scambi di dati e archivi in comune su tutte le attività di polizia, dai reati comuni alla scomparsa di minori, passando per la lotta alle mafie e al gioco d'azzardo, fino al terrorismo. A due giorni dall'inizio del Giubileo, Il Tempo è entrato all'interno dello Scip, il Servizio di cooperazione internazionale di polizia, una struttura interforze creata nel 2000 e incardinata nella Criminalpol. Una sorta di piattaforma unica di intervento info-operativo internazionale diretta da Gennaro Capoluongo, che farà parte della macchina organizzativa dell'Anno Santo anche con una Unità di crisi che sarà attivata in caso di emergenza, come accaduto durante l'Expo a Milano. A Roma lo Scip si trova ad Anagnina e il nostro quotidiano ha avuto la possibilità di entrare anche all'interno della Sala operativa internazionale, collegata 24 ore su 24 con tutto il mondo e con le sale operative delle altre forze di polizia. Un punto di riferimento per esperti di sicurezza e operatori che possono chiederne il supporto. Per il Giubileo lo Scip, che dipende dalla Direzione centrale della polizia criminale diretta dal vice capo di polizia Antonino Cufalo, scende in campo ma "con discrezione" e avendo un collegamento con loro le forze dell'ordine di 190 Paesi, tutti quelli con cui che abitualmente collaborano. Al direttore Capoluongo abbiamo chiesto in cosa consiste lo Scip. «È un ufficio nazionale che svolge tutte le attività di cooperazione con Paesi esteri per lo scambio di informazioni tra le varie polizie, anche in ambito investigativo e di cooperazione giudiziaria, ad esempio per le estradizioni, le rogatorie e le consegne che tecnicamente sono una parte che è riferibile all'autorità giudiziaria e viene svolta da questo ufficio. Noi collaboriamo con gli altri Stati usando tre canali: Interpol, Si.re.ne e Europol. Abbiamo una rete di ufficiali di collegamento molto estesa, che non sono altro che ufficiali di polizia o di altri corpi che vengono collocati in aree di particolare interesse per l'Italia. Stanziano in quei luoghi e ci consentono di collaborare immeditamente con le polizie locali. Al momento all'interno dello Scip lavorano 350 circa uomini che gestiscono una media di 700 segnalazioni al giorno che provengono da tutto il mondo e che riguardano ogni sorta di attività di polizia». Quale sarà il vostro supporto alla sicurezza per il Giubileo? «È già stata fatta un'attività di informazione con altri Stati affinchè ci segnalassero eventuali situazioni di crisi o anomalie che loro possono registrare. Martedì, durante l'inizio delle celebrazioni, dalla Sala operativa seguiremo l'evento con un dispositivo rafforzato rispetto all'attività ordinaria perchè ci aspettiamo moltissime persone. Il modello operativo sarà quello che abbiamo usato con successo a Milano durante i mesi dell'Expo, quando abbiamo ricreato la Sala operativa. In occasione del Giubileo, inoltre, ospiteremo ufficiali di collegamento Interpol ed Europol di altri Paesi per lavorare spalla a spalla per rendere l'evento più sicuro».
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