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Il compleanno in trincea di Silvio e Pier Luigi

Silvio Berlusconi

Berlusconi compie 79 anni, Bersani 64. Dalla sfida del 2013 alla battaglia per resistere ai «due Matteo»

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Due anni e mezzo fa erano gli sfidanti delle Politiche 2013. La spuntò Bersani per un pugno di voti. Ma fu una vittoria di Pirro, perché l'imprevisto exploit grillino avrebbe impedito all'uomo della «Ditta» di issarsi al governo del Paese, favorendo la scalata al potere di Matteo Renzi. Oggi, nel giorno del loro compleanno (79 anni per Berlusconi, 64 per l'ex segretario del Partito Democratico), Silvio e Pier Luigi sono ancora vivi e lottano insieme a noi. Ma gli avversari non sono più nell'altro campo, bensì in casa. Sono i «due Matteo», quelli che con la scheggia impazzita Beppe Grillo hanno rivoluzionato il bipolarismo degli ultimi vent'anni, rendendo le categorie «berlusconiani» e «anti-berlusconiani» d'un tratto vetuste. E così Silvio Berlusconi è costretto per la prima volta nella sua carriera politica a inseguire. Non solo nella scrittura dell'agenda politica, ma anche nei sondaggi, visto che il sorpasso della Lega di Salvini - impensabile solo un paio di anni fa - è ormai un dato con cui Forza Italia è costretta a fare i conti tutti i giorni. Certo, tantissimo ha pesato la condanna definitiva nel processo Mediaset e l'applicazione della legge Severino, che gli ha tolto candidabilità e seggio al Senato. È anche per questo che Silvio non sembra intenzionato a mollare tanto facilmente, convinto che una volta recuperata l'agibilità politica sarà ancora lui il leader capace di dare le carte nel centrodestra. Bersani, al contrario, è passato attraverso il «tradimento» dei 101 che precedette la rielezione di Napolitano al Colle all'aneurisma che per qualche mese lo costrinse al riposo assoluto. Al rientro sulla scena, ha trovato un Partito Democratico molto diverso da quello che aveva lasciato. Sempre più al centro e sempre meno di sinistra, tanto che la tutela della «purezza della razza» della Ditta sembra diventata la sua battaglia più importante. No ai voti dei verdiniani e dei cosentiniani, urla ogni giorno, salvo poi frenare ogni qual volta si sia davvero presentata la possibilità di far cadere davvero il governo Renzi. E così Berlusconi e Bersani oggi sembrano combattere battaglie per lo più di retroguardia, convinti come sono il destino del centrodestra e del centrosinistra passi ancora in qualche modo da loro. Vivranno un compleanno in trincea, all'insegna della resistenza. E chissà che i «due Matteo» non facciano una telefonata per fare beffardamente gli auguri.

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