E i vecchi Br si ritrovano «antagonisti»
Quelle strane alleanze «antidemocratiche» che preoccupano polizia e carabinieri
Riaprire lo scontro con il governo considerato «antioperaio» e «antidemocratico». E per farlo serve «un'opposizione per ridare centralità a forze politiche e sociali e sindacali del movimento operaio, portandovi attivamente parole d'ordine e proposte coerentemente anticapitaliste» e per una «reale alternativa reazionaria dei lavoratori». Sono alcune delle frasi che compaiono sui siti d'area che fanno capo alle realtà antagoniste e che ricordano i proclami delle Brigate rosse. Dai centri sociali, zone franche in cui nasce e cresce il germe della contestazione, come da altri luoghi di incontro delle realtà più dure che scendono in piazza contro il governo, l'ideologia che li muove sembra essere la stessa dei brigatisti rossi. Una sorta di eredità, non solo scritta, che si tramanda e che fa parte delle realtà antagoniste dei nostri giorni. Basta navigare tra i vari siti d'area di anarchici e antagonisti per imbattersi in post dal chiaro sapore eversivo. In rete, poi, sono pubblicati, sempre nelle pagine di realtà dell'estrema sinistra, in versione pdf, alcuni degli scritti di "ex combattenti" o ideologi, magari ancora in vita. Non a caso Alfredo D'Avanzo, ideologo del Partito comunista politico militare, appena uscito dal carcere, nel giugno scorso, ha voluto ribadire l'importanza della lotta armata considerata un simbolo della ribellione contro la borghesia. In un'intervista rilasciata a luglio a Radio Blackout, storica emittente dell'antagonismo, spiega «quanto è bella la lotta armata». Messaggi questi, che all'interno di università, centri sociali e nelle manifestazioni di piazza, ritornano come un mantra. In alcuni dei cortei più duri e partecipati che si sono svolti a Roma, e non solo, negli ultimi anni è stata notata la presenza di ex appartenenti a sigle eversive della sinistra, in alcuni casi anche ex brigatisti. Gli stessi personaggi partecipano ad incontri e riunioni che si svolgono tra organizzatori di proteste o all'interno delle università. A maggio scorso, proprio alla Sapienza di Roma, si è svolta una riunione tra un gruppo di studenti, No Tav, esponenti anarchici e anche ex brigatisti, per fare il punto sulla «situazione della lotta in Val di Susa e per organizzare le prossime azioni». Realtà come i No Tav, No Muos, Movimenti per il diritto all'abitare e i Collettivi universitari, infatti, sono catalizzatori dell'attenzione di personaggi già vicini alla lotta armata. Sempre D'Avanzo, infatti, insieme a Vincenzo Sisi, entrambi appartenenti alle Nuove Brigate Rosse, in un documento scritto in carcere durante la loro detenzione, che si intitolava «Contro la repressione, nuova determinazione», si sono rivolti proprio ai No Tav invitandoli a «fare un passo avanti». «Prendiamo come esempio l'esperienza No-Tav - si legge - le ultime misure da parte dello Stato sono state molto drastiche: militarizzazione aggravata con conseguenti minacce penali e fino a quella (per ora solo agitata) di imputazione terroristico-eversiva. Il movimento si trova davanti ad un bivio: compiere un salto in avanti, politico-organizzativo, assumendone tutte le conseguenze o arretrare». Nello scritto, inoltre, D'Avanzo imputato nel processo milanese al terrorismo di sinistra in quanto ideologo del gruppo e Sisi ritenuto capo della colonna torinese, individuavano delle «simpatiche consonanze» proprio fra il Movimento No Tav e «la nostra dimensione di prigionieri rivoluzionari e dei nostri processi politici». Non è possibile accertare una partecipazione diretta di ex brigatisti alle azioni violente messe in atto, ad esempio, in alcune manifestazioni di piazza, ma di certo è forte l'azione di propaganda, anche e soprattutto sul web, di alcuni messaggi. Scorrendo i vari documenti presenti in uno dei tanti siti anarchici, poi, è anche possibile leggere e scaricare la versione pdf de "La gioia armata" di Alfredo Maria Bonanno, un ideologo dell'Anarchismo insurrezionale.
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