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Dall'unione di cinque partiti nasce il governo Spadolini

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Quattordici le regioni rappresentate In testa Piemonte e Lombardia con 4 ministri

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Il governo Spadolini è stato costituito ieri. Certamente nella prima metà di luglio otterrà la fiducia del Parlamento (non vi sono problemi) ed entrerà nella pienezza dei suoi poteri. Il leader repubblicano ha dovuto laboriosamente lavorare negli ultimi giorni per stendere e mettere a punto la lista (aiutato, lo ha detto lui stesso, da Pertini), ma finalmente è riuscito nel suo intento. Nel Ministero sono presenti 15 democristiani, 7 socialisti, tre socialdemocratici, un repubblicano e un liberale: un accurato dosaggio delle forze politiche della «pentarchia» e degli uomini chiamati a rappresentarle nell'Esecutivo. La giornata del senatore Spadolini è stata un po' faticosa, conclusasi a tarda sera con l'impegnativo «confronto» con i sindacati. Il cerimoniale al Quirinale è stato quello di sempre, ma dopo quaranta ministeri a presidenza democristiana i due laici che si sono incontrati per un'ora e venti minuti nello studio «alla vetrata» non avrebbero potuto certamente cambiarlo. Spadolini ha seguito la prassi e alle 11,15 il segretario generale della Presidenza della Repubblica ha letto ai giornalisti il comunicato di rito. Esattamente trentasei anni fa (il 21 giugno 1945) un altro laico prestava il giuramento da Presidente del Consiglio nelle mani del luogotenente generale del regno. Il Governo Parri o dell'«esarchia» (vi erano anche i comunisti) durò solo sei mesi, ma non sembra che il precedente preoccupi più che tanto il leader repubblicano anche perché a Parri successe Alcide De Gasperi. Veniamo alla cronaca ed a Maccanico che legge il comunicato: «Il Presidente della Repubblica ha ricevuto oggi il sen. Giovanni Spadolini - si apprende dalla prosa ormai consolidata - il quale gli ha presentato le proposte per la composizione del nuovo Governo. Il Presidente della Repubblica ha quindi firmato i decreti relativi all'accettazione delle dimissioni del precedente Ministero, il decreto di nomina del sen. Spadolini a Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, il decreto di nomina dei ministri. Il giuramento dei ministri avverrà questo pomeriggio alle ore 16». Poi arriva Giovanni Spadolini e legge la lunga serie dei ministeri con e senza portafoglio: naturalmente anche questa sembra essere una prassi - comincia con il suo nome, come se si trattasse di una novità, e finisce con Giuseppe Zamberletti nominato alto commissario per la protezione civile con rango, giustamente, di Ministro. Giovanni Spadolini si sottopone poi volentieri alle domande dei giomalisti: alcune sembrano insinuanti, altre certamente provocatorie, Sentiamole: – Signor presidente (anche il signore è d'obbligo)è riuscito a scegliere i ministri in piena autonomia come; si proponeva? « Come avevo detto, i partiti mi hanno fornito delle rose ed è in stretto contatto col Capo dello Stato, al quale ho sottoposto varie proposte di alternative, che abbiamo insieme risolto il problema della composizione del Governo» – Domanda cattiva: Lei aveva parlato di un certo pizzico di fantasia per la scelta dei ministri. Ritiene che questo ci sia a suo giudizio? Risposta orgogliosa: «Certemente». – A quando la nomina dei sottosegretari? Spadolini ha enumerato i suoi numerosi impegni: giuramento, incontro con le «parti sociali », partenza per il Consiglio Europeo a Lussemburgo: il premier italiano vedrà anche Mitterrand, e ieri si è incontrato con Colombo, ministro degli Esteri, per uno scambio di idee sui lavori del Consiglio stesso. «Credo che la lista dei sottosegretari vada ben meditata, non prevedo un Consiglio dei Ministri prima di giovedì». – A che tipo di mediazione pensa per l'incontro con i sindacati? Ha già una proposta da fare? «No.Io stasera farò una esposizione con il rigore e la drammaticità che la situazione economica del paese impone. Presenterò le linee fondamentali, del resto già concordate con i partiti che compongono la maggioranza, di una specie di patto anti-inflazione, di lotta serrata contro l'inflazione, che richiede il consenso o il concorso, sia pure in ruoli anche diversi e distinti, delle parti sociali. È chiaro che il mio sarà un linguaggio molto franco, perché il momento è tale da richiedere assunzioni di responsabilità coraggiose. Mi rendo conto anche delle differenziate posizioni dei sindacati e nulla farò che approfondisca i contrasti. Cercherò piuttosto di superarli e di rimuoverli». – Altra domanda cattiva: di quanti punti lei riuscirà a ridurre l'inflazione? «Non ho capacità taumaturgiche - risponde ironicamente - non è una domanda alla quale io possa rispondere in questi termini». Il Presidente del Consiglio ha poi detto, rispondendo ad un'altra domanda, che si presenterà alle Camere entro i dieci giorni consentiti dalla Costituzione dopo aver concordato (come poi è avvenuto) la data con i presidenti delle assemblee legislative. Sorrisi e qualche stretta di mano concludono la prima visita al Quirinale della giornata. Vi tornerà nel pomeriggio per il giuramento suo e dei 27 ministri. Altri tre appuntamenti attendevano però il senatore Spadolini: la comunicazione ufficiale dell'avvenuta costituzione del Governo al presidente della Camera, Nilde Jotti (avvenuta nella stessa mattinata) e dal presidente del Senato, nel pomeriggio. Con FanIani e la Jotti, Spadolini ha fissato la data di martedì 7 luglio per la presentazione del Ministero al Parlamento. In base al criterio di rotazione fra le due Camere; la presentazione vera e propria avverrà questa volta a Palazzo Madama dove Spadolini pronuncerà nella mattinata il discorso programmatico. Non vi sarà la doppia e inutile «lettura»: copia del discorso (la nuova prassi è stata introdotta da Forlani) verrà trasmessa a Montecitorio e messa a disposizione dei deputati. Subito dopo avrà inizio al Senato il dibattito sulla fiducia. Questa volta vi dovrebbe essere una innovazione, che si richiama comunque all'articolo 94 della Costituzione; la fiducia non verra votata sulla base diun semplice ordine del giorno di pura e semplice approvazione delle dichiarazioni del presidente del Consiglio, ma sulla base di una mozione articolata che recepirà i vari punti indicati nel programma. Si prevede che il dibattito, nel quale dovrebbero intervenire i maggiori leaders dei partiti, si possa concludere nella giornata di sabato 11 luglio in entrambi i rami del Parlamento. Terzo appuntamento di ieri di Spadolini, previsto dal cerimoniale e forse il più atteso dal senatore repubblicano, quello a Palazzo Chigi per lo scambio delle consegne con Forlani e con l'insediamento. Lasciando la sede della Presidenza del Consiglio, Arnaldo Forlani ha detto ai giornalisti: «Ho dato le consegne al nuovo Presidente del Consiglio e le ho accompagnate con l'augurio più cordiale di buon lavoro. Il programma del precedente Governo trova una linea di coerente continuità in un quadro di più larga corresponsabilità democratica. Credo quindi che la soluzione che abbiamo concorso a realizzare possa corrispondere alle esigenze attuali del Paese e ai nostri impegni internazionali». Nell'ultima parte della dichiarazione Forlani ha parlato evidentemente anche come presidente della DC.

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