Cerca
Cerca
Edicola digitale
+

Grillo: sono gli ultimi giorni di Pompei

BEPPE GRILLO IN PIAZZA MAGGIORE A BOLOGNA

Il comico attacca ancora Renzi e Napolitano: «I sondaggi ci danno al 60% Vinceremo le elezioni, andremo al voto e il presidente si dimetterà»

  • a
  • a
  • a

«Vinciamo noi, andiamo al governo e Napolitano dovrà dimettersi». Dopo lo show a Porta Porta nel salotto tv di Bruno Vespa Beppe Grillo non molla la presa. «Siamo primi, siamo già i primi. Poi vinciamo le europee e andiamo alle politiche», è il refrain del comico appena arrivato a Montecitorio. Salendo ai gruppi parlamentari della Camera il leader del MoVimento 5 Stelle ribadisce il concetto: «Abbiamo fatto dei sondaggi che ci danno al 60%. La gente non ha più dubbi, siamo l'unica alternativa». «Dobbiamo strutturarci in modo da far dare le dimissioni a Napolitano, se vinciamo le europee non avrà più il sostentamento politico - rincara la dose Grillo - Saremo la prima forza politica, avremo delle percentuali notevoli. Vogliamo andare alle elezioni». Con quale legge elettrale è presto detto: «Con questa, non con quella nuova. L'Italicum l'hanno fatto un condannato e un massone». Naturalmente, il M5S in caso di elezioni non andrebbe in coalizione con nessuno, né si alleerebbe dopo il voto: «Alleanza è una parola terribile - spiega il comico - Voglio ribadire questo concetto: noi ci presentiamo agli italiani già con una squadra di governo pronta». «Il Parlamento e il presidente della Repubblica sono delegittimati - spiega poi Grillo - Non hanno più il sostegno della base, né politica né sociale. Dopo le europee andremo sotto il Quirinale in forma pacifica. Sono gli ultimi giorni di Pompei. Lui (Renzi ndr.) ha capito che ha perso e già si sta organizzando per dare informazione del contrario. La gente vuole cambiare, il nostro non è un partito è un movimento di pensiero. Dobbiamo ripensare tutto. Siamo il piano B tra il comunismo che è fallito e il capitalismo che ha distrutto il sistema economico». Riguardo ai toni accesi degli ultimi giorni, Grillo commenta: «Voglio convincere che non sono quello che grida parolacce e basta, che non sono né Hitler né Stalin. Non sono una persona cattiva, che a volte sbaglia. Sono un emotivo come tutti, sento le emozioni sul palco come le sentono le persone sotto il palco con cui abbiamo uno scambio di emozioni». Gli altri politici invece, «sono dei ragionieri del nulla, privi di emozioni» e quindi incapaci «di sentire le emozioni degli altri». Salendo ai gruppi parlamentari, Grillo vede alcuni commessi e dice: «Quando veniamo qui ne licenziamo un po' di queste persone. Sono in due davanti ad un ascensore». Scatenando la reazione della presidente della Camera Laura Boldrini che chiede rispetto. Su Renzi Grillo dice: «È un povero ragazzo messo lì allo sbaraglio. È di un cinismo incredibile. Sanno che la nostra marcia non è vittoriosa, ma trionfale». Poi la stoccata contro Berlusconi: «Uno dei più grandi evasori della storia dà dell'evasore a me? È fantastico... Sono voci dall'aldidlà, non replico neanche. Mi collegherò con una seduta spiritica e gli parlerò attraverso il medium. Pover uomo... ormai si vede proprio che non crede più a quel che dice... Sta zampettando da una televisione all'altra per salvare le sue aziende, non gli elettori. È un povero pensionato avvilito, sta morendo come le sue aziende. Sa che le sue aziende sono decotte. Mi dice di tutto, non sa più cosa dire: fascista, nazista, stupratore, Grillo vuole vivisezionare Dudù. Io non sono cattivo, con lui sono cattivissimo. Il primo giorno che vinceremo il pregiudicato o va in prigione o va fuori dai coglioni».

Dai blog