I giornali indiani contro il governo di Delhi: «Ritardo ingiustificato»
La mobilitazione per i nostri due marò detenuti a New Delhi si allarga anche ad altri Paesi. E ora la stessa stampa indiana chiede al governo di accelerare i tempi per arrivare a formulare il capo di...
La mobilitazione per i nostri due marò detenuti a New Delhi si allarga anche ad altri Paesi. E ora la stessa stampa indiana chiede al governo di accelerare i tempi per arrivare a formulare il capo di imputazione, perché questa situazione può danneggiare seriamente i rapporti economici tra il Paese e l'Italia. «Un ritardo ingiustificato» titola il quotidiano «The Hindu», un ritardo, scrive ancora, «che sta diventando un imbarazzo diplomatico per l'India». Nell'editoriale si sottolinea «l'insistenza» della Nia nell'invocare l'applicazione della legge anti-pirateria che prevede la pena capitale. E si ricorda anche come «l'Unione Europea che si oppone alla pena di morte in tutte le circostanze ha anche messo in guardia dal possibile impatto negativo nelle relazioni commerciali con l'India». Il giornale poi entra nel merito della questione, affermando che è «soprendente» come vi siano ancora dei dubbi su come affrontare la questione, dopo le indicazioni della Corte Suprema, del gennaio 2013, per istruire il caso nell'ambito del codice penale indiano e delle convenzioni e leggi internazionali di diritto marittimo. L'India, conclude, «deve finalizzare un approccio legale credibile e legalmente sostenibile per evitare danni diplomatici o ancora peggio un'invalidazione giudiziaria». E sempre ieri è stato l'ambasciatore tedesco a Nuova Delhi, Michael Steiner, durante una conferenza stampa in cui ha presentato la visita che ieri il presidente tedesco Joachim Gauck ha iniziato in India, a sostenere che Delhi e l'Unione Europea potranno ottenere migliori risultati nelle loro relazioni se la vicenda verrà risolta in «modo equilibrato». «È interesse di tutte e tre le parti, India, Italia ed Unione Europea, che la questione venga risolta in modo equilibrato», ha concluso. Infine sulla vicenda è intervenuto anche l'Alto rappresentante Ashton, rispondendo a una lettera dei due europarlamentari Roberta Angelilli e Gianni Pittella. «Sulla vicenda dei marò – spiegano – ha espresso serie preoccupazioni, anche perché la questione rischia di avere un impatto negativo sugli sforzi profusi dall'UE e a livello mondiale nella lotta contro la pirateria». E per chiedere la loro liberazione anche sul palazzo del Consiglio regionale della Puglia, così come sulla facciata de «Il Tempo», da ieri è esposto lo striscione di solidarietà ai marò, con le foto dei nostri due fucilieri. I nostri parlamentari che sono andati in India hanno invece programmato per il 19febbraio, a due anni esatti dall'arresto dei due fucilieri, un incontro con i familiari di Massimiliano Girone e Salvatore Latorre che potrebbe svolgersi alla Camera.
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