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Latouche snobba il V-day di Grillo

Beppe Grillo alla chiusura della campagna elettorale di De Vito

Il teorico della «decrescita felice» respinge l'invito del comico: non voglio espormi

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Il forfait è di quelli pesanti e inaspettati. Serge Latouche, economista e filosofo francese, respinge l'invito di Beppe Grillo per il terzo Vaffa Day, in programma il primo dicembre a Genova, in piazza della Vittoria. Il gran rifiuto è andato in scena l'altroieri, via telefono, dalla Capitale, dove il padre della teoria della «decrescita felice» ha partecipato al dibattito «Il lavoro al tempo della crisi», confrontandosi con il segretario della Fiom Maurizio Landini. A svelare i dettagli dell'episodio è il magazine on line Roma Italia Lab . Latouche, prima di salire sul palco del Piccolo Eliseo, viene avvicinato da un membro dello staff del Movimento 5 Stelle che gli chiede la disponibilità per una breve telefonata con il comico genovese. Al cellulare, però, arriva la doccia fredda e l'invito per il V Day viene cortesemente rispedito al mittente: «Anche in Francia la situazione è vergognosa, io non voglio espormi molto in Italia, perché non sono italiano». Parole chiare, inequivocabili, ma di fronte al diniego Grillo non molla la presa, insiste, tenta di convincere il guru francese a partecipare a un evento su cui ha puntato molto, annunciando un parterre di ospiti di livello internazionale. Latouche però sembra irremovibile: «Anche io ho un'agenda da presidente. A dicembre ho già degli impegni in Lombardia». Sul finale, una poco convinta apertura: «Magari passo, ma soltanto per un breve saluto, restiamo in contatto, abbiamo tanti amici in comune». E pensare che Latouche è uno degli esponenti più prestigiosi tra quelli che gravitano nell'orbita del Movimento 5 Stelle. Il suo endorsement ufficiale era arrivato lo scorso marzo, all'indomani del clamoroso successo elettorale dei grillini con quasi 9 milioni di voti raccolti: «Grillo è un personaggio coraggioso e ha grosse qualità, in passato abbiamo anche avuto delle collaborazioni. Da questo terremoto elettorale italiano spero che esca qualcosa di buono per il Paese e anche per l'Europa». Una simpatia reciproca, confermata anche nelle dichiarazioni di mercoledì scorso di Latouche, durante un convegno all'Università Roma Tre: «Grillo e il Movimento 5 Stelle vengono descritti in maniera vergognosa all'estero, perché le varie lobby che ruotano attorno alle istituzioni europee vogliono delegittimarli. Lo vedo soprattutto in Francia dove viene associato al Front National, l'estrema destra di Marine Le Pen, con cui non ha nulla a che fare. Si afferma che è populista. Ma cosa vuol dire essere populisti? Questa è una accusa che non ha senso». Un'affinità, quella tra Latouche e il Movimento a 5 Stelle, nata dalle comuni convinzioni sui temi economico-ambientali, con la teoria della «decrescita felice» spesso citata dai grillini come uno dei punti fermi su cui fondare una rivoluzione culturale. «La crescita infinita è incompatibile con le risorse della Terra, se oggi tutti gli abitanti consumassero come gli Usa ci vorrebbero quattro-cinque pianeti - spiega Latouche - dobbiamo far crescere la qualità della vita, dell'aria, della gioia di vivere per arrivare a un equilibrio davvero sostenibile per cui lo sviluppo deve essere uguale o inferiore a quello di un pianeta». Parole che Grillo spera ancora di ascoltare il primo dicembre in piazza della Vittoria.

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