Benzinai, arriva l'anagrafe e la chiusura di 5 mila impianti
Un'anagrafe degli impianti stradali di distribuzione di benzina e gasolio della rete ordinaria e una razionalizzazione della rete di distribuzione che prevede «nel biennio la chiusura e lo...
Un'anagrafe degli impianti stradali di distribuzione di benzina e gasolio della rete ordinaria e una razionalizzazione della rete di distribuzione che prevede «nel biennio la chiusura e lo smantellamento di 5 mila impianti inefficienti e incompatibili». Tutto ciò per arrivare ad «un azzeramento del differenziale tra prezzo medio italiano e prezzo medio europeo». È quanto prevederebbe la bozza del decreto Fare 2 anche se in serata il sottosegretario al Ministero dello Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, ha smentito tali ipotesi. Allo studio del governo ci sarebbe, «la chiusura di tutti gli impianti che non garantiscono prescrizioni minime di sicurezza, unitamente al non rispetto delle distanze regolamentari da parte degli incroci, eliminando la possibilità di deroghe da parte degli enti locali che nei fatti ha sinora vanificato la messa in sicurezza». I soggetti titolari di autorizzazione all'esercizio di impianti di distribuzione di carburanti, si legge ancora, «dovranno dichiarare la rispondenza o meno dell'impianto alle norme di sicurezza, prevedendo la cessazione dell'attività degli impianti incompatibili entro il 31 marzo 2014». Inoltre, si rileva, «sono previste misure di verifica e sanzionatorie ove tali impianti incompatibili non vengano dichiarati o non procedano alla chiusura». In considerazione della necessità di una razionalizzazione della rete di distribuzione «resa non più rinviabile dal forte calo dei consumi di carburante», viene prevista dalla bozza del decreto «la rialimentazione del Fondo per la razionalizzazione della rete di distribuzione, operante da anni presso la Cassa Conguaglio Gpl, secondo modalità che vadano ad incentivare ed accelerare le chiusure degli impianti meno efficienti per due anni». La bozza conterrebbe anche fiscalità agevolata per i finanziamenti a medio lungo termine. Nell'ottica di «continuare un'azione di sostegno alle forme di finanziamento alternative a quelle concesse dal sistema bancario e eliminare i balzelli e costi aggiuntivi per le imprese che cercano acceso al credito, si intende riformare il sistema di imposizione indiretta dei finanziamenti a medio lungo termine, ad eccezione dei contratti di credito ai consumatori per i quali non è possibile esercitare alcuna opzione e che restano, in ogni caso, assoggettati all'imposta sostitutiva». Da un lato, si legge nel documento, «si estende l'applicabilità dell'imposta sositutiva anche alle modificazioni o estinzioni dei finanziamenti strutturati come prestiti obbligazionari nonchè ad atti ad essi accessori (quali garanzie, surroghe, postergazioni), secondo criteri analoghi a quelli disciplinati in quelle disposizioni e nel rispetto dei vincoli comunitari».
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