Renzi: «Se il Pd cambia le regole io resto a fare il sindaco»
Attacco a Bersani: «Ha sbagliato un rigore a porta vuota». E sulla guida del partito avverte: «Fare il segretario è l'ultimo dei miei problemi»
«Tre volte ho detto ai fiorentini: io vado via da Firenze se mi cacciano o se c'è la possibilità di guidare il Paese». Matteo Renzi, intervistato stamani nel programma Agorà su Rai3, ha ribadito così quali sono le sue intenzioni per il futuro. «Tutte le volte che mi hanno proposto di fare il parlamentare, il ministro o il sottosegretario – ha spiegato ancora – ho detto di no e sono l'unico che non ha avuto un premio di consolazione dopo aver perso le primarie perché non fa per me». E il sindaco di Firenze ha spiegato anche di non essere particolarmente interessato a guidare il Partito Democratico: «Quello di candidarmi alla segreteria del Pd è l'ultimo dei miei problemi. Non mi annoio a fare il sindaco. Oggi ho una grande fortuna: quella di occuparmi dei problemi reali dei cittadini». Un ragionamento che però nasconda un avvertimento al segretario del partito, Guglielmo Epifani: «Se vogliono fare le regole loro, ho una buona notizia per loro: io resto a Firenze». «Decido se candidarmi dopo che ho visto le regole, perché l'altra volta m'han fatto fesso, ma ora no – ha avvertito – Mica c'ho scritto "giocondo" in fronte». Poi un affondo contro l'ex segretario del Pd: «Bersani ha sbagliato un rigore a porta vuota, dopo le primarie il Pd aveva 15 punti di vantaggio e si è messo a cincischiare con l'arroganza di chi pensava di avere già vinto». «Abbiamo consentito a Grillo di prendere il 25%, a Berlusconi di recuperare e onore al suo merito che da combattente è rientrato in partita. Anche oggi Berlusconi nel governo Letta è entrato in partita con l'Imu e l'Iva». Ma Renzi ne ha anche per il MoVimento 5 Stelle: «È diventato un partito della prima Repubblica. Dopo le elezioni amministrative Grillo come un perfetto politicante vecchio stile cosa ha detto? È colpa degli elettori che non ci hanno capito». Critico anche sulle espulsioni: «Il Grande fratello è molto più serio. Grillo diventa una sorta di pericoloso guru che dice "sei espulso". Neanche al Grande fratello fanno così». Apoggio invece a Enrico Letta: «Io in competizione? No. Faccio il tipo per Letta. Se funziona il governo fa le cose che servono all'Italia. Se vivacchia non va bene, alcune cose buone ha iniziato a farle». Ma il premier, è il messaggio di Renzi, deve fare al più presto le riforme: «La legge elettorale andrebbe fatta subito per una questione di serietà».
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