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È Beato il padre ucciso dalla mafia

Il sorriso di Don Pino Puglisi domina il Foro Italico di Palermo La cerimonia alla presenza di migliaia di fedeli e delle autorità

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È la prima vittima della mafia a essere beatificata. Un colpo di pistola gli ha spezzato la vita, interrompendo trentatré anni di rivoluzione per una nuova coscienza religiosa e civile. La sua parrocchia era la strada. Trentatré anni di sacerdozio, quello di don Puglisi, da oggi Beato, vissuto tra la gente per capirne i problemi e battersi con loro stessi per l'affermazione dei propri diritti. Fino al giorno del suo cinquantaseiesimo compleanno, 15 settembre 1993, quando fu ammazzato dalla mafia . «Il sangue innocente di questo sacerdote porti pace nella cara Sicilia», disse allora papa Wojtyla. Nasce a Palermo don Puglisi, il padre, Giuseppe, calzolaio, la madre, Giuseppa Fana, sarta. «E pensare che quando io facevo il chierichetto me lo trascinavo dietro perché in chiesa non ci voleva venire - ricorda il fratello Gaetano, ottantunenne -. Poi un giorno disse a mia madre: voglio entrare in seminario. E fu la sua felicità perché, confesso, lei un figlio prete l'avrebbe voluto». Centomila persone occupano sin dalle prime ore dell'alba il lungomare di Palermo. Tantissimi i gruppi arrivati da ogni parte d'Italia con striscioni «Non perdiamo la speranza», «Beato padre Puglisi vangelo vivo fra noi». Tanta gente indossa la maglietta con la foto di don Pino prodotta proprio per il giorno della beatificazione. Mezza città blindata. Il rito di beatificazione è presieduto dal cardinale, Salvatore De Giorgi, delegato da Papa Francesco e al quale, l'arcivescovo di Palermo, Paolo Romeo, lancia un appello indirizzato proprio al Santo Padre: «Gli dica che lo attendiamo in terra di Sicilia. Gli inviamo questo invito pressante». Sono le 10.45, allo svelamento della foto di padre Puglisi, vengono liberate centinaia di colombe. L'uomo che oppose il vangelo alla mafia ora è Beato. Si potrà celebrare la sua festa ogni anno il 21 ottobre. «Un esempio per tutti coloro che non intendono piegarsi alle prevaricazioni della criminalità organizzata», scrive in un messaggio il capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Ha avuto per diversi anni una Cinquecento sgangherata. L'impegno in varie parrocchie, l'insegnamento nelle scuole, l'assistenza spirituale di volontari, religiosi e giovani di Azione cattolica, hanno costellato la vita sacerdotale e umana di don Puglisi che con il suo sorriso attraeva come una calamita i giovani. E non solo. «L'esempio e l'intercessione di don Puglisi, sacerdote esemplare, martire della fede e della carità educativa, in particolare verso i giovani, continui a suscitare nella comunità ecclesiale e civile, risposte generose e coerenti alla chiamata di Cristo e al tal fine invoco da Signore abbondanti grazie celesti», scrive in un messaggio il segretario di Stato del Vaticano, cardinale Tarcisio Bertone. Inscindibili, la passione per Cristo e quella per l'uomo, hanno sospinto il cammino di padre Pino Puglisi durante tutta la sua esistenza. Un cammino interrotto perché il Beato«toglieva l'aria e il territorio ai mafiosi», per il presidente del Senato, Pietro Grasso.

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