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A Roma via la tassa sulla casa per 376 mila famiglie

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Elezioni Alemanno lancia un segnale alla politica nazionale: «Abbiamo esentato i nuclei che hanno maggiori difficoltà»

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Alemanno vuole abolire l'Imu per 376 mila famiglie. Il sindaco di Roma, a una manciata di giorni dalle elezioni, propone l'esenzione per decine e decine di persone dicendo che «si può fare, non è un sogno e non è una follia». Per dirla come l'ha raccontata lui, a essere interessate saranno «il 36% delle prime case a Roma». E la Capitale diventa subito un caso: è polemica con le altre forze politiche, sullo scenario dei discorsi di Berlusconi volti a eleminare la tassa figlia del governo Monti, con tanto di spedizione di migliaia di buste con su stampata la scitta «Rimborso Imu». «Un segnale alla politica nazionale», lo definisce il sindaco, e «un'operazione di equità»: insomma, il candidato al secondo mandato è perfettamente in linea con il resto del Centrodestra. Tutto ciò, ha fatto sapere Alemanno, sarà possibile grazie «alla revisione delle rendite catastali. Ci ha permesso di individuare delle case sottovalutate, nonostante fossero edifici di lusso. Questa nuova rivalutazione ha portato nelle casse del Campidoglio di 116 milioni di euro. Invece di incamerarle - ha spiegato ancora il sindaco di Roma - abbiamo scelto di utilizzare questi soldi per cancellare l'Imu a 376mila famiglie secondo il principio del "quoziente famigliare", ovvero le famiglie più numerose, con più figli a carico e presenza di disoccupati, con disabili». La revisione delle rendite catastali, cominciata con l'Agenzia del territorio e proseguita oggi con l'Agenzia delle entrate ha interessato 223.407 immobili situati in zone di pregio della capitale (Centro storico, Esquilino, Monti, XX Settembre, Salario-Trieste, Flaminio, Delle vittorie-Trionfale, Prati, Borgo, Trastevere e Gianicolo, Aventino, San Saba e Testaccio). Di questi 223.407 immobili il 78,3% (174.846) ha visto una modifica della rendita catastale. La revisione ha riguardato, inoltre immobili abitativi (46,04%), uffici, (26,85%), negozi (20,40%) ed altro (6,71%). Nella prossima settimana il sindaco ha annunciato che, l'esenzione del pagamento dell'Imu, si concretizzerà con due delibere di Giunta. Il sindaco di Roma, nel corso della conferenza stampa ha poi annunciato la «liberazione» di Roma da Equitalia. «Elimineremo Equitalia da Roma -ha spiegato ancora Alemanno- ho massimo rispetto per tutti i funzionari di Equitalia, ma vogliamo dare un segnale forte in un momento di crisi economica. È necessario. La "liberazione" dei romani, dei cittadini, delle imprese dal peso di un fisco troppo opprimente che sta uccidendo l'economia italiana, che ci sta portando verso una spirale recessiva sempre più forte». In termini pratici, la rata di giugno sarà rimborsata mentre la seconda, per questa rosa di famiglie, sarà azzerata. «La comunicazione alle famiglie avverrà tra giugno e luglio, saremo noi a scrivere loro comunicando chi ha diritto», ha chiosato il sindaco. Commenti entusiastici sono arrivati dal Centrodestra. A parlare di «risultati significativi della politica del fare» è stata Barbara Saltamartini mentre il coordinatore romano Gianni Sammarco ha parlato di «un sostegno concreto nei confronti di tutte quelle famiglie messe in ginocchio dalla crisi» e, Luciano Ciocchetti, ha chiosato definendo quello di Alemanno «un esempio importante» mentre, Vincenzo Piso, gli ha fatto i complimenti. Dure, invece, le reazioni da parte del Centrosinistra. In particolare, toni poco lusinghieri sono arrivati dal candidato sindaco del Pd Ignazio Marino: «Alleggerire la pressione fiscale sui romani - ha detto - è una priorità che richiede anche la riforma del catasto, competenza del Parlamento. Insieme agli altri sindaci mi batterò per una rapida approvazione della necessaria revisione del calcolo degli indici. Dalla giunta di Centrodestra, oltre alle forte pressione fiscale, ereditiamo anche un debole contrasto all'evasione. Le aliquote Imu fissate dal Campidoglio necessitano urgentemente di una revisione e di un adeguamento alle reali capacità contributive dei cittadini romani», ha concluso.

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