I grillini «smacchiano» Bersani
Il MoVimento chiude al segretario: nessuna fiducia a un governo formato dal Pd o da altri partiti. Lombardi: «Voteremo contro»
Ma lo «spiraglio» s'è chiuso immediatamente. È stato lo stesso Crimi a chiarire: «Nessuna fiducia ad un governo di questi partiti né politico né tecnico, è difficile da comprendere? In che lingua dovrei ripeterlo? Quindi pregherei di non forzare le mie parole, nessuna apertura al Pd...Nessuna apertura al Pd» ha scritto su Facebook. Poi ha insistito: «Nessuna fiducia a Bersani». Netta anche la capogruppo del M5S alla Camera, Roberta Lombardi: «Se e quando Pier Luigi Bersani chiederà di incontrarci, gli risponderemo cortesemente che la nostra posizione sulla fiducia ad un suo governo è nota. Se vorrà un incontro di persona, ovviamente lo manderemo in streaming» ha detto. Poi ha ribadito: «Voteremo contro la fiducia». La speranza del segretario Democratico di conquistare consensi tra gli attivisti è ormai roba da miracolo. Perché se è vero che tanti deputati e senatori 5 Stelle si pongono la questione di cambiare le cose, approvando i provvedimenti contenuti nel loro programma, difficilmente potrebbero votare a favore di un governo presieduto da Bersani. Il MoVimento è nato e cresciuto con la diffidenza nei confronti dei partiti, anzi ha cavalcato più volte le teorie politiche che puntano alla loro soppressione. Come potrebbero i 5 Stelle, in questo momento, assicurare i voti che mancano al centrosinistra? Non ce la farebbe nemmeno un governo tecnico. Anzi in quel caso il MoVimento avrebbe gioco facile a porsi all'opposizione, attaccando l'esecutivo e sottolineando l'ennesimo inciucio tra Pd-Pdl e Scelta Civica. Non è un caso che Beppe Grillo abbia più volte sbandierato questa ipotesi che, strategicamente, sarebbe una manna per i 5 Stelle. Per il resto continua l'attacco ai giornalisti. La giornata era cominciata bene: «Chiedo scusa ai giornalisti bravi e seri per la frase ritenuta offensiva nei loro confronti» aveva detto Crimi dopo gli insulti rivolti l'altroieri alla stampa («I giornalisti mi stanno sul c.» aveva detto). «In questi giorni - spiegava - abbiamo subito una pressione mediatica impressionante, che si è trasformata in una caccia alla dichiarazione, una caccia alla gaffe, una caccia all'errore, sottacendo spesso i contenuti per privilegiare le notizie di colore. È questo il tipo di giornalismo...con il quale ci siamo dovuti confrontare». «Non è una questione personale - precisava Crimi - ci sono sicuramente tantissimi professionisti che stimo. In ogni caso quelle parole mi sono state rubate in un contesto colloquiale, alle 23, mentre rientravo in albergo dopo una giornata estremamente faticosa, da due ragazzi che dicevano di essere studenti della Luiss e che mi hanno fermato per strada. Hanno esordito dicendo subito di non essere giornalisti: non sapevo stessero registrando, e mi è probabilmente scappato un commento informale, poco rappresentativo del mio pensiero e che non avrei espresso in un contesto diverso. Chiedo dunque nuovamente scusa - concludeva - ma mi aspetterei anche che chi ha spacciato quanto da me detto come una intervista ammetta pubblicamente che si tratta invece di un fuori onda preso per strada a mia insaputa prima della intervista vera iniziata con domande specifiche». Ci ha pensato il blog di Grillo ad attaccare: «Esiste ancora la deontologia professionale da parte dei giornalisti?». A chiederlo è un post firmato da Matteo Incerti, che ricorda come l'Italia sia al 57esimo posto al mondo per libertà di informazione, «e si vede» rimarca l'autore. Nel post si riporta il caso di Vito Crimi, le cui dichiarazioni rilasciate a due universitari dell'emittente on line «Radio Luiss» hanno suscitato molte polemiche. Il capogruppo 5 Stelle al Senato «ha espresso un giudizio che da giornalista che viene dalla cronaca locale condivido - si legge nel post - Lasciamo da parte le espressioni colorite, che in una conversazione privata ci stanno e per le quali si è già scusato. Andiamo alla sostanza. La cronaca parlamentare e nazionale, si occupa più di gossip che di fatti concreti della vita politica. Quali sono i fatti del Parlamento? Leggi, interrogazioni, mozioni, atti ispettivi. Avete mai sentito parlare di questo nei resoconti dal Parlamento su quotidiani o telegiornali nazionali? Spazi irrisori e pochissimi approfondimenti. Nelle redazioni nazionali impazzano i retroscenisti. Eppure - si legge sul blog - la vera politica, quella con la "P" maiuscola, è solo ed esclusivamente quella fatta di proposte di legge, interrogazioni, mozioni, decreti legislativi, iniziative di democrazia diretta, leggi popolari, atti ispettivi, discussioni su temi concreti. Il resto sono inutili chiacchiere da bar».
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