Monti chiama Hollande e cerca subito un'intesa
Ilpresidente eletto Hollande ha condiviso tale volontà e ha auspicato una stretta cooperazione tra il suo governo e quello italiano. Il premier Monti ha anche avuto scambi di opinioni col presidente del Consiglio europeo, Herman Von Rompuy, col Cancelliere tedesco Angela Merkel e con il primo ministro britannico David Cameron, al fine di valutare congiuntamente le prospettive che, a seguito dei risultati elettorali in Francia e in Grecia, si aprono per la politica europea. E, in particolare, ai fini della crescita economica, obiettivo che il governo italiano considera prioritario e che, con recenti iniziative, ha posto al centro dell'agenda europea. E adesso dovrà incontrarlo per forza Francois Hollande. Il quale ha già detto da tempo di voler venire subito a Berlino, dove era stato boicottato. Da Parigi e da Atene arrivano due schiaffi sonori alla cancelliera: un alt alle dure politiche di austerità che strozzano ogni capacità di ripresa, ben visto, da molti, anche a Roma e Madrid. Ma Berlino tenta subito una contromossa: «Lavoreremo insieme per un patto di crescita» nell'Unione europea, è il primo commento del governo sulla vittoria di Hollande per bocca del ministro degli Esteri Guido Westerwelle, che definisce «evento storico» il voto di ieri. E la «convocazione» non si è fatta attendere: «La signora Merkel l'ha chiamato congratulandosi per l'elezione - ha detto Pierre Moscovici, braccio destro di Hollande - . Hanno avuto un primo scambio e hanno convenuto di lavorare insieme a una relazione franco-tedesca che sia forte e al servizio dell'Europa». La cancelliera, ha aggiunto il braccio destro di Hollande in campagna elettorale, «lo ha invitato ad andare a Berlino, cosa che lui farà subito dopo l'investitura». Intanto anche in casa, in Germania, dove si è votato nel piccolo Land settentrionale dello Schleswig-Holstein, i cristiano-democratici della Merkel, sia pur in lieve vantaggio rispetto all'Spd, vedono sconfitta l'alleanza giallo-nera che li ha tenuti finora al governo con i Liberali. È la stessa squadra che governa la Repubblica federale. I risultati però vanno letti a tutto tondo: Cdu e Fdp perdono voti rispetto al 2009, ma il partito della cancelliera resta in testa, circostanza che ha subito rivendicato insieme alla guida del Land. Mentre i Liberali festeggiano un ottimo risultato. Dunque il governo tedesco sembrerebbe salvo da contraccolpi immediati. Almeno fino a domenica, quando si andrà al voto - urne ben più di peso - in Nordreno-Vestfalia. Tornando alla cancelliera di ferro che tiene in pugno l'Europa col rigore dei conti, la virata last-minute tentata negli ultimi giorni, rilanciando la crescita, non basterà certo ad attutire il colpo di ieri. La Bundeskanzlerin ha provato a prevenire la «mazzata» mettendo in chiaro - dopo essersi schierata a spada tratta con Nikolas Sarkozy - in più occasioni che la buona collaborazione con la Francia non sarebbe stata comunque messa in discussione, con qualsiasi leader all'Eliseo.
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