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Premier aggredito, condanna bipartisan

Gianfranco Fini e Pier Luigi Bersani all'ospedale San Raffaele, dove è ricoverato Silvio Berlusconi per l'aggressione subita al termine del comizio

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"Il premier ha rischiato di essere ferito gravemente, di essere ucciso". Il ministro dell'Interno Maroni ha parlato così al termine di un vertice in Prefettura a Milano nel corso del quale sono stati esaminati in dettaglio quanto accaduto prima dopo e durante il comizio del premier. Maroni ha detto che durante la manifestazione di ieri "sono stati fatti controlli accurati che hanno consentito di sventare un'azione di contestatori proprio sotto il palco arrivati lì con bandiere del Pdl e pronti a esporre uno striscione dal contenuto violento contro il premier". Il ministro, smorzando le polemiche sollevate da alcuni settori della maggioranza contro il questore di Milano e le forze di polizia, ha inoltre sottolineato che la gestione dell'ordine pubblico è stata fatta "secondo tutte le regole per cui non ho da fare alcun rilievo né censura verso chi lo ha organizzato". Il capo del Viminale ha infine annunciato che domani mattina riferirà alla Camera e nel pomeriggio al Senato, su richiesta dei gruppi parlamentari. Maroni ha definito l'aggressione "un episodio gravissimo". Si tratta di un episodio, ha ribadito, "che tutti dovrebbero condannare, ma purtroppo così non è stato". In ogni caso, secondo il responsabile del Viminale, non si è trattato di un episodio di gestione dell'ordine pubblico, ma legata "al clima di contrapposizione violenta" degli ultimi tempi. Intanto dopo una nottata tranquilla, almeno dal punto di vista del quadro clinico, il presidente Berlusconi ha vissuto una mattinata di "incontri istituzionali". Il premier infatti ha ricevuto, tra gli altri, Gianfranco Fini, Renato Schifani e Pierluigi Bersani, cioè la terza e la seconda carica dello stato e il segretrario del maggior partito di opposizione. Le visite si sono interrotte dopo mezzogiorno, avendo Berlusconi necessità di riposarsi, così come ha sottolineato il suo portavoce Paolo Bonaiuti. Il premier, amareggiato per quanto accaduto, è dolorante e riesce a nutrirsi con molta fatica, avendo riportato la frattura del setto nasale e la rottura di due denti dell'arcata superiore. Berlusconi, che è fasciato in viso, ha anche perso molto sangue, circa mezzo litro, tanto è vero che le analisi hanno riportato un abbassamento dei valori dell'ematocrito, dovuto all'abbondante sanguinamento. Le terapie antibiotiche, anti-infiammatorie e analgesiche iniziate ieri stanno proseguendo anche perché non è escluso che la permanenza di Berlusconi al San Raffaele si prolunghi più di quanto inizialmente previsto. "Dobbiamo decidere, ma non è detto che venga dimesso nemmeno domani" ha spiegato Alberto Zangrillo, responsabile del reparto di Rianimazione del San Raffaele e medico personale di Silvio Berlusconi. "Le conseguenze sono più gravi di quanto potevano dire ieri sera, per cui non se ne parla assolutamente di dimetterlo per le prossime 24-36 ore". Duro il commento del segretario del Pd. "Va condannato senza se e senza ma ogni gesto di violenza". Bersani, che questa mattina è andato a fare visita al presidente del Consiglio,  ha sottolineato l'importanza di "ristabilire la civiltà politica della buona educazione". Fini e La Russa sono usciti in auto senza rilasciare dichiarazioni. Pochi minuti dopo è entrato a far visita al premier anche Ennio Doris, presidente di Mediolanum e amico di lunga data di Berlusconi.

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