«Ha urlato e sono scesa. Ma era morto»
Antonia Colitti, insieme col marito e il figlio, è la prima persona che ha tentato, invano, di soccorrere Peppino Basile. La sua villetta, del resto, è adiacente a quella di Basile. «Ho sentito che mi chiamava per nome, "commare Tetta, commare Tetta", e quando l'ho visto - racconta la donna ancoraa scossa dall'accaduto - ho gridato impaurita. È accorso subito mio marito, e poco dopo mio figlio. Hanno dato l'allarme, ma ormai Peppino era morto, per lui non c'era niente da fare». La donna non racconta di aver sentito altro oltre alle grida dell'uomo che veniva ucciso, non racconta di rumori di auto o di pneumatici in accelerazioni, delle quali invece qualche altro vicino parla ai giornalisti. Anzi, secondo i carabinieri, nessuno avrebbe udito in zona rumori di motori di mezzi che si allontanavano.
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