Sarkozy e Zapatero a Roma per fare shopping
Poi ha ripreso a correre nel 2004 il prodotto interno lordo è salito del 2,3%, e poi dell'1,7, del 2,2 e quest'anno probabilmente si fermerà sotto quota 2%. Insomma, è tornata a marciare Spagna di più. Corre e ci supera in volata con il pil stabilmete sopra il 3% e che ormai viaggia verso il 4. E ha superato l'Italia nella ricchezza. Roma decresce, Madrid vola. Fatta cento la ricchezza europea il Paese di Zapatero ha segnato prima quota 101 nel 2004, poi 103 e ora è a 105. Il Paese di Prodi (e prima di Berlusconi) ha fatto il percorso al contrario, in tre anni è passata da 107 a 103. Insomma, Italia ferma mentre Francia e Spagna corrono. E si vede perché per Sarkozy e Zapatero venire sulla Penisola significa entrare in una grande outlet e comprare tutto scontato, fare affari d'oro. Bel Paese, Certosa e Certosino volano verso Parigi. Sono andati a far compagnia a Invernizzi, Locatelli, Cademartori già di proprietà dei francesi di Lactalis, colosso d'oltralpe del settore lattiero caseario che, con l'acquisizione della Galbani, ha portato a casa un risultato non da poco, considerando che il Gruppo fondato nel 1882 da Egidio Galbani realizza un giro d'affari di 1,116 miliardi di euro (per il 20% all'estero, soprattutto in Europa). Una tendenza che non riguarda solo formaggini. Ma anche e soprattutto, con il Professore a Palazzo Chigi, le grandi aziende pubbliche. Air France è in pole position per papparsi Alitalia. E nel vertice di Nizza del 30 novembre i francesi hanno siglato ottimi accordi per la vendita di energia nucleare (Edf-Enel) e per la rete elettrica (Terna-Rte). E con al Spagna le cose non cambiano. Telefonica è entrata comodamente nel controllo di Telecom. Il presidente della società telefonica spagnola, Alierta, ha detto chiaro tondo che dall'alleanza con Telecom si attende sinergie tra i 300 e i 500 milioni di euro. Di contro Enel ha conquistato Endesa, ma solo grazie a un'alleanza con il gruppo di costruzioni Acciona. È fallito soltanto l'accordo Autostrade-Abertis, sul quale pure Prodi era d'accordo, ma che ha subito lo stop del ministro delle Infrastrutture Di Pietro. Ma la Spagna soprattutto è entrata sul mercato italiano adottando la stessa tattica che gli italiani avevano usato cotro i francesi. Hanno messo piede in settori strategici partendo in sordina. Come sull'olio, la cui qualità di quello dlela penisola iberica era considerato quasi di serie B. Oggi i numeir parlano chiaro, l'olio spagnolo ha raddoppiato la produzione di quello italiano con il risultato che adesso Marid acquista marchi di qualità: La Sos Cuetara in Liguria controlla l'olio Sasso e ha recentemente acquistato la Carapelli, dai fondi di private equity B&S Private Equity, Arca Impresa e Monte Paschi. E non è finita, sull'abbigliamento il fenomeno è lo stesso: Zara sta sfidando pensantemente i marchi italiani. Chiedono e ottengono. Si fanno avanti e Prodi cede, cede su tutta la linea. L'Italia è sempre meno ricca, sempre più in affanno, sempre più in vendita incapace di contrastare l'assalto persino degli altri partner europei.
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