Il centrosinistra pensa al servizio civile obbligatorio
Ma, nell'era degli slogan, c'è ne è uno che sembra calzare a pennello per Prodi e i suoi. La prossima legislatura sarà quella del più tasse per tutti. A giudicare dai proclami, infatti, la sinistra sembra intenzionata a riproporre ogni tipo di tassa: da quelle (nuove) sulla casa, alla patrimoniale, da quelle sulle successioni e sulle donazioni, fino alla «tassa sulla gioventù». Sì, avete letto bene, la «tassa sulla gioventù». Così, almeno, l'ha definita l'azzurro Gregorio Fontana. «Prodi - spiega - vuole reintrodurre, per 6 mesi, di una leva obbligatoria per i ragazzi e le ragazze italiane. Tale proposta inizialmente fu illustrata dallo stesso Prodi il 10 settembre scorso ad Orvieto, durante un convegno delle Acli e successivamente il 21 settembre al Forum del Terzo Settore». Ma non finisce qui. «Si tratta anche di una proposta - continua Fontana - depositata in Parlamento, firmata da Realacci e da Rutelli, e presentata ufficialmente dal leader della Margherita ad un convegno a Firenze il 3 settembre scorso». Ed è proprio su questa proposta che scatta la polemica politica. Il testo, che prevede per «tutti i cittadini sia di sesso maschile che femminile, tra il diciottesimo e il ventiseiesimo anno di età» un periodo di «servizio civile obbligatorio di sei mesi retribuito con un importo mensile pari a 300 euro», è stato firmato anche da esponenti della maggioranza. In primis il vicepresidente della Camera Alfredo Biondi, seguito da Maurizio Lupi, Osvaldo Napoli e altri. Violante li ha attaccati, ma loro hanno spiegato di aver firmato la proposta quando ancora esisteva la leva obbligatoria e, quindi, quella poteva essere una buona alternativa. Firma o non firma poco importa. Oggi la leva obbligatoria non esiste più, ma Prodi pensa già di sostituirla con il servizio civile obbligatorio.
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