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Ma la sinistra anche stavolta ha da ridire

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Così il Ds Pierluigi Bersani ribadisce che la situazione dell'economia italiana «resta delicata», è lontana dalla media europea e dunque Silvio Berlusconi, «con i suoi squilli di tromba», dimostra che il governo non ha una percezione realistica dell'insieme. «Anche in presenza di questi dati noi abbiamo di fronte un arco di possibilità che va dalla recessione alla crescita bassa. Capiremo meglio la tendenza nei prossimi mesi». «Nonostante questo 0,7% - dice ancora Bersani - viaggiamo ancora un punto sotto il già debole andamento dell'Europa. La produzione industriale perde ancora colpi e la situazione della finanza pubblica è molto precaria, come ci ha ricordato S&P». Dalla Margherita Enrico Letta incalza. «Sono molto contento per il dato sulla crescita del Pil. È un fatto positivo per l'economia italiana, da troppo tempo caratterizzata da crescita stagnante. Ma non è una differenza sul dato annuo tra una crescita zero e una da +0,1 che può minimamente far cambiare il giudizio fallimentare sulle politiche economiche dei 4 anni di governo Berlusconi. In questo senso, i trionfalismi un pò patetici del premier non cambiano di una virgola il nostro interesse a che il Paese esca, seppur lentamente, dalla fase di crescita zero». Duro Lettieri della Margherita. «Esprimere soddisfazione per un Pil allo 0,1% dà l'idea di quanto il nostro Paese con la destra al governo sia scivolato in basso». Battute sarcastiche dal Vrde Pecoraro Scanio. «Il centrodestra si aggrappa anche agli zero virgola per festeggiare. Sembra il ruggito del coniglio». «Dopo decine di bocciature - ha continuato Pecoraro - una politica economica internazionalmente riconosciuta come fallimentare, l'inaspettato piccolo miglioramento di un trimestre ha provocato uno sguaiato entusiasmo davvero fuori luogo». «Di fronte alla crisi che colpisce gli italiani - ha concluso il leader dei Verdi - sarebbe opportuna una maggiore moderazione da parte del centrodestra, almeno come segno di rispetto per i cittadini».

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