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SETTMANA DI FUOCO

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Domani la riforma «sbarca» nell'aula a palazzo Madama

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Domani l'approdo-lampo del ddl nell'Assemblea di Palazzo Madama, giusto in tempo per «incardinare» il provvedimento e dimostrare così all'Unione europea, nel giorno della riunione Ecofin, che la riforma non si trova affatto su un binario morto. Mercoledì giornata-clou con la proclamazione ufficiale dello sciopero generale di Cgil, Cisl e Uil contro la riforma previdenziale e per lo sviluppo dal palco dell'assemblea unitaria dei delegati. Sciopero già annunciato venerdì scorso dal leader del sindacato di via Lucullo, Luigi Angeletti, che lo ha collocato con tutta probabilità il 26 marzo prossimo. E per finire giovedì: la giornata in cui Luca Cordero di Montezemolo sarà indicato dalla giunta di Confindustria come candidato unico per la Presidenza di Viale dell'Astronomia. Un fatto che potrebbe avere anch'esso un immediato riflesso sulla partita pensionistica visto che Maroni ha più volte sottolineato che «il governo ha fatto uno sforzo molto grande per andare incontro alle richieste dei sindacati che hanno suscitato le proteste di Confindustria». Di qui la domanda spontanea: Che ne pensa il nuovo vertice della scelta del governo di eliminare la decontribuzione? Dopo l'apertura del titolare dell'Economia, Giulio Tremonti convinto della necessità di riformare insieme all'opposizione il sistema pensionistico e la disponibilità del ministro del Welfare a riportare la delega in commissione per tre settimane dopo l'incardinamento del ddl in Assemblea, il provvedimento sbarcherà comunque nell'Aula di Palazzo Madama domani, prossimo, naturalmente nella sua vecchia versione, quella cioè licenziata dalla Camera e priva quindi di tutte le modifiche presentate dal governo.

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