IL PROFESSOR AINIS
«Bisogna cambiare il calcolo del quorum»
Professor Ainis, si parla di crisi della democrazia referendaria. Come si corre ai ripari? «Ritengo che sia necessario seguire la proposta del professor Augusto Barbera. Il quorum deve essere misurato non sugli elettori iscritti alle liste lettorali, ma su coloro che hanno partecipato al voto alle ultime politiche rispetto al successivo referendum. Nelle ultime politiche ha votato circa l'80% del corpo elettorale. Il quorum per il referendum sarebbe diverso e diventerebbe il 40,01% degli elettori che si sono recati alle urne nelle ultime consultazioni politiche. Il raggiungimento del quorum sarebbe più facile e terrebbe conto della scarsa affluenza alle urne». È una proposta costituzionale? «È necessario cambiare la Costituzione, modificando l'articolo 75, che dice chiaramente: "La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto"». La crisi della democrazia è più evidente dopo il referendum? «È confermata la crisi della partecipazione dei cittadini alla vita democratica e quella dei referendum. Sono d'accordo con Pannella che il referendum resta uno strumento molto importante. Gli stessi costituenti tra il 1946 e il 1948 avevano pensato a due schede per gli elettori. Una per eleggere i membri del Parlamento e l'altra per bocciare le scelte fatte dal Parlamento. Ma oggi purtroppo nolti vedono queste due schede sbiadite».
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