Manco le basi
Giannini rosica sulla Rai: attacca Insegno ma sbaglia tutto
A Otto e mezzo, salottino di Lilli Gruber su La7, non passa quasi giorno in cui gli ospiti non parlino di Rai. Male ovviamente. Un conflitto d’interessi perpetuo visto che il canale di Urbano Cairo è da tempo uno dei principali concorrenti della televisione pubblica, che finisce quasi quotidianamente nel mirino dei frequentatori nello studio della rossa giornalista. Studio peraltro fresco di ritocco alle luci e ormai illuminato stile bomba nucleare, mettendo a dura prova le diottrie dei telespettatori. Malgrado l'argomento principale di questi tempi sia Report, che - al netto di tutte le polemiche - la domenica sera ha sempre ridotto al lumicino gli ascolti di La7, Massimo Giannini, presenza fissa da Lilli, è riuscito in qualche modo a chiamare in causa Pino Insegno.
Giannini l’ha definito «conduttore di un format di successo, amico di Giorgia Meloni, voluto a ogni costo da Giorgia Meloni», per poi paragonarlo a Sigfrido Ranucci, sottolineando come questi fosse amico di Valter Lavitola e sia andato «a casa», mentre Insegno amico di Fabrizio Piscitelli se ne stia «ancora lì al suo posto». A parte che Insegno presentava Reazione a Catena già nel 2010, ai tempi in cui Giorgia Meloni non aveva ancora neppure fondato Fratelli d’Italia, ma il buon Giannini tocca capirlo. A sentir parlare di Rai dovrà soffrire parecchio, ricordando l’esperienza triste con Ballarò. Chiamato nel 2014 a sostituire Giovanni Floris migrato a La7, Massimo fu stoppato ben presto per ascolti deludenti. E anche la parola «successo» dev’essere per lui particolarmente dolorosa, visto il flop colossale di Circo Massimo. One-man-show di approfondimento in prima serata con tanto di editoriale settimanale e ospiti di peso (o presunto tale) come Fazio, Saviano, Fagnani, racimolò nell’ultima puntata del 29 ottobre 2025 una miseria di 157.000 spettatori pari all'1,11% di share, un fiasco sesquipedale.
Insomma, c'è chi in tv sfonda, chi galleggia, e chi invece sembra avere un dono particolare: trasformare ogni progetto televisivo in un caso di studio sui flop Auditel, riuscendo a svuotare il salotto di casa degli italiani con una puntualità quasi scientifica. Per giunta a Otto e mezzo, chiamando in causa Insegno, Giannini ha sbagliato pure l'aneddoto, visto che il personaggio preso di mira da Piscitelli dopo un commento sulla Lazio (e il cui numero era stato passato dal conduttore) era l'attrice Michela Andreozzi e non «una giornalista Rai» come ha tuonato l'ex direttore della Stampa. Manco le basi, insomma. Del resto, dalle parti di La7, tutto fa brodo per attaccare la televisione pubblica e i suoi volti più noti. Comprensibile, visto che quando va in onda Pino Insegno, il canale di Cairo fa l'1% di share, ma almeno il maestrino Giannini eviti di dare notizie imprecise.