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Sigfrido Ranucci, la prima uscita "politica" da Bonelli e Fratoianni: "Voglio Report"

Valerio Castro 

Come certe squadre a inizio partita Sigfrido Ranucci nella prima uscita "politica" - la presentazione del suo libro alla festa di Alleanza Verdi Sinistra dopo l'evento con l'inviata Onu per la Palestina, Francesca Albanese - fa un po' di tattica. "Non faccio politica, non mi candido, perché do più fastidio come conduttore di Report e voglio fare il conduttore di Report", afferma il giornalista a cui la Rai ha tolto la conduzione dopo quanto emerso nelle indagini sulla bomba dimostrativa fatta mettere davanti a casa sua dall'amico Valter Lavitola. "Se non dovessi esserci possibilità di reintegro? Ci sta, non preoccuparti. Se non faccio questo, faccio un'altra cosa da un'altra parte, continuerò a fare il giornalista", afferma parlando con i cronisti alla festa di Avs 'Terra!', a Roma. "Essere qui mi rende leader della sinistra? No, vengo a presentare il mio libro, come autore", ha detto ancora l'ex conduttore di Report.

 

Sul fronte delle indagini, Ranucci sarà convocato entro la fine di settembre come persona informata sui fatti. Fonti della procura di Roma, inoltre, hanno escluso, per il momento, la convocazione di Natalia Potenza, l'ex compagna di Valter Lavitola, il faccendiere accusato e reo confesso dell'attentato avvenuto il 16 ottobre del 2025. Intanto, si attende nelle prossime ore la decisione del Tribunale di Riesame che dovrà decidere in merito alla scarcerazione o alla concessione degli arresti domiciliari per Lavitola, che è difeso dagli avvocati Arturo e Sergio Cola.