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Lotito si fa un "bunker": il tunnel nascosto nel sottosuolo e avvolto nel mistero

Gabriele Bernard
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Un tunnel lungo una cinquantina di metri, bianco con le pareti decorate intervallate da colonne in rilievo. A dare un tocco di colore, poi, le rose dei venti rossastre dipinte sul soffitto in rilievo. Non è l’interno del set della villa di Al Pacino nel film Scarface, ma una parte del bunker nella villa del senatore di Forza Italia e presidente della Lazio Claudio Lotito, all’interno dell’area archeologica, sottoposta a vincoli di legge, del parco dell’Appia Antica.

Una struttura nascosta nel sottosuolo la cui costruzione sembrerebbe andare avanti da molti anni. Per comprendere meglio questo giallo edilizio è necessario riavvolgere il nastro. La vicenda, portata alla luce e ricostruita dalla trasmissione Report, sarebbe cominciata quando Lotito avrebbe acquistato «una parte dell’area, composta da villa e piscina, nel 1997, per cinque miliardi di vecchie lire. Poi, nel 2000, la seconda parte composta da due villette e una cappella per il culto». Secondo la ricostruzione del programma televisivo nell’atto di vendita ci sarebbe stata una rigida prescrizione, con la maggior parte dell’area vincolata.

A regolare ciò che è permesso o meno è il codice dei beni culturali e del paesaggio del 2004 che ha sostituito la legge 1497 del 1939.
La struttura si trova infatti in via di Porta Latina, a pochissimi metri dai resti delle mura aureliane. Le immagini satellitari mostrano come nei primi anni del 2000 l’area in cui si trovano la cappella e le villette era coperta dagli alberi, poi, nel 2019, al posto del verde il terreno lascia il posto a una grande struttura nera che si snoda nel perimetro della villa più grande. E sarebbe proprio questa l’area adibita a bunker. Il telo scuro visibile dal satellite, secondo i ben informati, sarebbe «una guaina protettiva poi coperta dal terreno e da una fontana».

Ad osservare le immagini aeree catturate tra il 2020 e il 2023 si nota che la villetta centrale sembrerebbe essere stata distrutta e poi ricostruita, quella accanto sarebbe stata ristrutturata e la cappella aumentata nelle dimensioni. Interrogativi che, nel 2023, avrebbero fatto aprire «un’indagine per abuso edilizio dopo la denuncia della polizia di Roma Capitale, poi archiviata nel 2023». L’archiviazione risulterebbe limitata ai presunti abusi sulla casetta centrale abbattuta e ricostruita.

Il patron della Lazio sarebbe «riuscito a sanare» la serie di «abusi edilizi» denunciati dalla trasmissione di RaiTre. La certezza è che i lavori continuano, come emergerebbe nelle recenti foto che mostrano materiale da cantiere e operai intorno alla cappella.

Non è chiaro se sia stata autorizzata la realizzazione del tunnel lungo una cinquantina di metri in un’area in cui ci potrebbero essere presenti tombe e altri reperti archeologici. Secondo le procedure, infatti, i «movimenti di terra» dovrebbero essere prima autorizzati e poi eseguiti con la presenza del personale della Soprintendenza. Resta da capire se il tunnel e «la sala cinema, il salotto, la discoteca e la sala delle carte» di cui, secondo Report, «non c’è traccia nelle carte catastali», siano stati realizzati seguendo i corretti iter burocratici.
Resta il fatto che se nell’antica Roma i sotterranei servivano a seppellire i morti, duemila anni dopo, a due passi da quelle stesse tombe, i progetti sembrano avere ben altre aspirazioni.

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