sparate estive

Enzo Iacchetti, auguri di morte e insulti: "Sono comunista!". Ecco gli idoli della sinistra

Valerio Castro

Parla da nuovo idolo della sinistra Enzo Iacchetti, che si è lanciato nell'agone politico con il famoso scontro con Eyal Mizrahi, presidente della Federazione Amici di Israele, nel corso di una puntata di È sempre Cartabianca su Rete 4. Aveva promesso pugni all'interlocutore dopo un esplosivo scambio di battute sul 7 ottobre e sulla reazione israeliana contro Hamas in Palestina. Il comico è intervenuto a Pratovecchio, in provincia di Arezzo, in occasione della rassegna “Naturalmente Pianoforte” e si è lanciato in una lunga intemerata che non ha lesinato auguri di morte e insulti a quelli che vede come nemici politici. 

Parla del clamore derivato dalla lite nello studio di Bianca Berlinguer: "Non era il mio obiettivo quello di diventare l'idolo di molti italiani ma quando uno mi ha detto 'definisci bambino' gli ho detto 'cosa hai detto stro**o? So che sei lì sotto vengo giù e ti do dei pugni'. Il giorno dopo esco per strada e c'era mia faccia sui manifesti ProPalestina". Dice che Mizrahi lo ha denunciato ma poi "l'hanno convinto a ritirare la querela perché sennò l'Italia si rivoltava contro di lui e contro i suoi amici", afferma con innegabile considerazione di sé. 

 

E ancora: "Militante comunista? Non trovo assolutamente che sia un'offesa, perché io, al di là delle milioni di persone che ha ucciso Stalin, io non ho mai più conosciuto un delinquente che facesse parte del Partito Comunista", è la sparata di Iacchetti che si ispira a Berlinguer: "È il mio ideale di militante comunista. Voglio capire da chi non lo è che cosa ha fatto di male lui e che cosa ho fatto di male io nella vita politica. Quindi io non mi offendo quando mi dicono 'tu sei un comunista'. Perché  se comunista vuol dire difendere i poveretti, aiutare i bisognosi, parlare male di chi governa uno Stato che assassina bambini a migliaia e migliaia, parlare male di eserciti guerrafondai, parlare male di pedofili che governano gli Stati Uniti d'America, allora io sono comunista, ca**o!". 

Attacca anche Ursula von der Leyen, definita una "stron*a", auspica che Matteo Salvini e Roberto Vannacci vadano a "raccogliere i pomodori ad agosto venendo pagati un euro netto all’ora" e augura la morte di un esponente del governo: “Vorrei vedere il ministro della Sanità (Orazio Schillaci, ndr) andare in un ospedale e avere bisogno di una Tac o di una risonanza magnetica e sentirsi rispondere: ‘Ci dispiace, la prima libera è fra otto mesi’. E allora voglio vederlo morire prima, come succede in tanti casi da noi”.  Ecco gli idoli della sinistra.