elezioni a venezia
Venezia, Cacciari umilia il campo largo: “Mio nipote avrebbe preso più voti... Batosta storica”
Massimo Cacciari, filosofo ed ex sindaco di Venezia, non usa mezzi termini per commentare il risultato delle elezioni amministrative in Laguna, con la netta vittoria di Venturini: “È stupefacente il distacco di Martella da Venturini, non era mai successo in passato... Mamma mia… Tutti i sondaggi parlavano di partita aperta… Il centrosinistra, dopo i miei mandati, inanellò suicidi a ripetizione. Ricordate Felice Casson? Invece di puntare sulle giovani leve veneziane del Pd, nel 2014 scelsero di candidare lui e vinse il centrodestra con Brugnaro. E ora con Martella ci risiamo: io lo conosco da una vita, Martella, niente di particolarmente tremendo, ma è un giovane vecchio, un politico puro, una carriera da eterno numero 2, numero 3, una volta al seguito di Veltroni, un’altra al seguito di Orlando, un’altra ancora di Bersani. Insomma, non è così che si crea entusiasmo tra gli elettori. Ci sarebbe voluta una figura diversa, come la Salis a Genova. Mio nipote Tommaso, per dire, avrebbe preso più voti di Martella…”.
Nell’intervista al Corriere della Sera il giudizio di Cacciari sul campo largo è netto: “È stata una batosta inimmaginabile. Il centrosinistra ha fatto male a sottovalutare Venturini. Credo che non abbiano influito invece le polemiche sulla Biennale e sulla Fenice. È bello che Elly Schlein e Giuseppe Conte si bacino, ma ora bisogna cominciare a dire qualcosa agli elettori in vista delle Politiche del 2027. Sullo stato sociale e con quali politiche fiscali, quale politica estera, che posizione assumere in Europa”. “Neanche sotto le più infami torture”, la risposta secca alla domanda su una possibile sua ricandidatura.