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Pamela Genini, la rivelazione di Francesco Dolci: "Le avevo chiesto di sposarmi". Il giallo sagoma
Si arricchisce di dettagli il giallo relativo alla profanazione della tomba di Pamela Genini, l’ex modella bergamasca uccisa il 14 ottobre del 2025 nel suo appartamento in via Iglesias a Milano dal compagno Gianluca Soncin. Secondo quanto emerso da alcune indiscrezioni giornalistiche, nelle ultime ore gli inquirenti starebbero svolgendo alcune attività di verifica su Francesco Dolci, l’ex fidanzato della giovane. Un video immortalerebbe il 53enne, che al momento non risulta indagato, all’esterno del cimitero di Strozza, dove era sepolta la salma di Genini prima della macabra scoperta, la sera del 18 marzo. Il condizionale è d’obbligo dal momento che le immagini riprese dalle telecamere non sono nitide - si parla di una “sagoma” - e perché gli inquirenti, sulla scorta degli accertamenti medico-legali, ritengono che il cadavere sia stato trafugato alcuni giorni dopo il funerale, celebrato lo scorso novembre. Nei giorni scorsi Dolci si è presentato spontaneamente in Procura a Bergamo, dove è stato aperto un fascicolo per vilipendio di cadavere e furto della testa (la salma è stata decapitata ndr), per depositare una memoria in cui sarebbero elencati i nomi di alcune persone che avrebbero avuto contatti con Pamela. C’è di più. Come anticipato quest’oggi da Dentro La Notizia, il programma condotto dal giornalista Gianluigi Nuzzi, il 53enne avrebbe nominato un “pool difensivo”, costituito da avvocati, consulenti informatici e tecnici.
“Avevo chiesto a Pamela di sposarmi”
L’imprenditore bergamasco, rimasto in buoni rapporti con Genini anche dopo la rottura (fu lui ad allertare il 112 la sera del delitto) non si è mai sottratto alle domande dei giornalisti, raccontando i dettagli della loro relazione. “Avevo chiesto a Pamela di sposarmi, lei mi aveva detto di sì. Poi ci siamo lasciati e basta”, ha rivelato ai microfoni di Dentro La Notizia. E ancora: “Pamela mi diceva ‘tu saresti un padre perfetto’”. Dolci ha poi mostrato all’inviata del programma gli attrezzi che Pamela usava per allenarsi: “A lei piaceva fare palestra e glieli avevo presi. - ha ricordato - Durante il periodo del Covid gli avevo comprato una tela, perché a Pamela piaceva dipingere, pennelli e colori a olio. Le piacevano tanto i mirtilli e io facevo anche i chilometri per andare a comprarli".
L’ipotesi sul movente dietro la profanazione
Riguardo all’inchiesta aperta dalla procura bergamasca, al vaglio degli inquirenti ci sarebbero le ipotesi più disparate. Secondo alcune indiscrezioni giornalistiche circolate in queste ore, non è escluso che dietro la profanazione della tomba si celi un movente economico. Gli investigatori si starebbero focalizzando sul patrimonio - pare piuttosto cospicuo - della modella. Nello specifico, si tratta di tre cassette di sicurezza contenenti circa 400 mila euro, svariati oggetti di valore e un conto corrente con altrettanta liquidità. Una pista, quella economica, ventilata a più riprese dallo stesso Francesco Dolci, il quale ipotizza un nesso tra la decapitazione della salma e il patrimonio della vittima.