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Iran, scintille da Berlinguer. L'ex consigliere di Trump: "Chi lo critica sta con gli assassini"
Il confronto andato in onda a “È sempre Cartabianca”, condotto da Bianca Berlinguer su Rete 4, offre uno spaccato interessante del clima politico-mediatico attuale, segnato da polarizzazione e semplificazioni spesso estreme. Durante la trasmissione, George Guido Lombardi, presentato come ex consigliere di Donald Trump, ha utilizzato toni particolarmente netti: “Chi critica Trump sta con un regime dittatoriale e assassino”. Una frase che ha immediatamente innescato la reazione della conduttrice, la quale ha cercato di ricondurre il discorso su un piano più preciso: “Davvero lei pensa che chi critica Trump sta con il regime iraniano?”.
Lombardi ha quindi parzialmente corretto il tiro, senza però arretrare sul giudizio di fondo: “No, ma quando stanno con il regime iraniano stanno con un regime dittatoriale e assassino”. Un passaggio che evidenzia una strategia comunicativa ben nota: spostare il focus dal giudizio su un leader politico a quello su un avversario geopolitico, in questo caso l’Iran.
Berlinguer ha incalzato ulteriormente, entrando nel merito della politica estera americana: “Secondo lei Trump è andato a combattere questa guerra perché voleva scardinare il regime iraniano? Perché adesso non sta parlando più del cambio del regime, quindi qualche problema forse ci sarà”. La replica di Lombardi è stata netta: “No, no, non ne abbiamo mai parlato, sono tutti gli altri che hanno detto cambio regime”.
Il cuore del confronto riguarda una questione reale e dibattuta anche a livello internazionale: l’obiettivo della politica americana verso l’Iran. Durante la presidenza di Trump, la linea ufficiale – come riportato da fonti autorevoli quali Reuters, BBC News e Council on Foreign Relations – è stata quella della “massima pressione” economica e diplomatica su Teheran, senza però una dichiarazione formale e costante di un obiettivo di “regime change”.
Trump stesso, in diverse occasioni pubbliche, ha alternato toni durissimi contro la leadership iraniana a dichiarazioni più caute, in cui negava di voler rovesciare il governo, puntando piuttosto a modificarne il comportamento, soprattutto sul dossier nucleare e sul ruolo regionale dell’Iran. Questo elemento rende il botta e risposta televisivo particolarmente significativo: da un lato, Lombardi difende una lettura coerente con la linea ufficiale di Washington dell’epoca; dall’altro, Berlinguer evidenzia le ambiguità e le oscillazioni comunicative che hanno caratterizzato quella stagione politica.
L’uscita iniziale: “Chi critica Trump sta con un regime dittatoriale e assassino” si inserisce in un contesto più ampio di radicalizzazione del dibattito pubblico, dove la critica politica viene spesso assimilata a una presa di posizione ideologica estrema. Si tratta di una dinamica ben documentata anche da analisi di istituti come il Pew Research Center, che negli ultimi anni ha rilevato un aumento significativo della polarizzazione sia negli Stati Uniti sia in Europa.