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Referendum, Gratteri fa campagna per il No: "Dal governo arroganza del potere”

Foto: Lapresse

Luigi Frasca
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"Questo referendum è importante, la parola chiave del mio approccio per contrastare la riforma è stata l'arroganza: io non sopporto gli arroganti nella mia vita". E' quanto ha detto il procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri, durante il suo intervento sul palco del teatro Diana, a Napoli, durante l'iniziativa sul referendum 'Giusto dire No'. "C'è un pacchetto che il Governo blinda, va in Parlamento dove non cambia una virgola. Dico io, almeno fate una finta. Per me questa si chiama arroganza del potere. Così la riforma viene approvata e per meno di 40 magistrati noi cambiamo 7 articoli della Costituzione come se fosse un decreto legge, come se fosse il decreto Caivano". "Ci sono alcuni uffici dove manca il 40% dei dipendenti, ma intanto hanno avuto la possibilità di aprire l'inutile tribunale di Bassano del Grappa, guarda un po' in Veneto. Un tribunale che nessuno voleva, solo il ministro Nordio e il sottosegretario Ostellari e nessuno protesta soprattutto l'opposizione. Va bene a tutti". Rispetto al suo impegno in magistratura, Gratteri ha sottolineato: "Non mi fermerò finché sarò vivo, se mi sfidano non ce ne è per nessuno, io sono allenato alla guerra fin da bambino".

 

 

"Come dice un saggio detto, si può convincere solo chi è già convinto e quindi sarebbe una missione impossibile quella di convertire il procuratore Gratteri. Però a Gratteri potrei ricordare, visto che si trovano su Google o su Youtube i suoi interventi, che lui si era pronunciato a favore del sorteggio, che lui si era pronunciato contro la supremazia e la degenerazione delle correnti, che lui si era pronunciato contro la giustizia domestica del Consiglio superiore della magistratura. E quindi, semmai, non gli chiederei di cambiare idea ma gli chiederei perché hai cambiato idea". Sono invece le parole del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, parlando a Firenze a un evento di Fratelli d'Italia sul referendum del 22 e 23 marzo, rispondendo a una domanda della giornalista Erika Pontini, caporedattrice de "La Nazione", su cosa direbbe al procuratore di Napoli per convincerlo a votare Sì alla riforma dell'ordinamento giudiziario.

 

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