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Otto e mezzo, Caracciolo smonta Khamenei: “Iran? Non è il capo, chi comanda davvero sono i Pasdaran”

Angela Barbieri
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«Nei media occidentali ancora ricorre questa leggenda della teocrazia»: Lucio Caracciolo, direttore di Limes, ospite di Otto e Mezzo su La7 nella puntata di lunedì 9 marzo, ha smontato la narrazione corrente sull'Iran. «Da molto tempo quelli che danno il tono non sono i preti, ma i Pasdaran — i Guardiani della Rivoluzione — che non sono semplicemente truppe scelte, ma sono anche i proprietari di fatto della grandissima parte dell'economia e i decisori di ultima istanza in campo politico». Sul sistema di potere iraniano, Caracciolo ha usato un'immagine precisa: «È più un labirinto che un sistema». La vera domanda, ha spiegato, è «quale fazione dei Pasdaran prevarrà».

 

 

Sul profilo di Mojtaba Khamenei, il figlio della Guida Suprema indicato come nuovo riferimento del regime, il giudizio dell'analista è netto: «Per giudizio quasi unanime di sostenitori e avversari è un signore piuttosto modesto — ma non nel patrimonio». Caracciolo ha ricordato che Khamenei junior è «un attore immobiliarista di un certo peso, presente a Londra da trent'anni con varie proprietà, fa affari per miliardi in giro per il mondo». Da qui una battuta che era anche un ragionamento: «C'è una similitudine con Donald Trump. Forse questa affinità di mestiere potrebbe avvicinarlo nel dialogo. Sto scherzando, ma non troppo — perché chi ha un certo grado di presenza patrimoniale nel capitale della finanza mondiale, che è Londra, non ha esattamente una visione solamente iraniana della realtà e del potere».

 

 

Quanto alle prospettive di negoziato con Washington, Caracciolo ha posto la domanda chiave: «Quando americani e iraniani — speriamo oggi e non domani, ma non ci giurerei — dovranno trattare, chi veramente potrà esprimere il punto di vista dell'Iran?». Nella cabina di comando, ha segnalato, ci sono personalità «come Ali Larijani» che ancora non si sono espresse. E per capire i veri rapporti di forza, ha concluso, potrebbe bastare osservare le mosse americane: «La scelta di coloro che gli americani non vogliono colpire ci dirà qualcosa di più».

 

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