Quarta Repubblica, Sempio contrattacca sullo scontrino: "L'ho fatto io, i testimoni dicono bugie"
A quasi diciotto anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il delitto di Garlasco continua a far discutere tra sviluppi giudiziari, nuove perizie e polemiche mediatiche. Per l’assassinio è stato condannato in via definitiva Alberto Stasi, ma negli ultimi mesi l’attenzione si è concentrata anche su Andrea Sempio, più volte finito al centro di accertamenti e archiviazioni e ora nuovamente indagato. Questa sera Sempio è stato ospite di Quarta Repubblica, il programma condotto da Nicola Porro su Rete4, per un faccia a faccia in prima serata.
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Alla domanda su cosa abbia inciso nel farlo sentire “un indagato a vita”, Sempio risponde: «Io credo che il grande jolly sia stato il DNA, perché il DNA prima era suscettibile di interpretazioni, poteva essere “usato in molti modi”. È stato quello l'elemento che ha permesso tutte le volte di insinuare nuovamente il dubbio». Sul caso Stasi e la colpevolezza aggiunge: «Quello non lo so, di sicuro però posso parlare a livello mediatico: anche lui ai tempi, prima ancora di essere condannato, ha vissuto la gogna mediatica e il fatto di essere additato come colpevole. È una cosa che non dovrebbe succedere in ogni caso, anche se poi, nel tempo, c’è stata la sua condanna».
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Sempio torna poi sulla questione dello scontrino del parcheggio, elemento più volte richiamato nelle ricostruzioni: «Ribadisco, quello scontrino l'ho fatto io. Testimoni che dicono che me l'hanno dato, che sanno, che me l'ha passato qualcun altro, li vorrei vedere. Se ci sono, dicono balle. Se ci sono, perché nei mesi questo testimone è già cambiato più volte: prima ce n’era uno, poi c'è stata la storia del Vigile del Fuoco, poi lo scontrino è diventato falso, poi è diventato vero ed è tornato il Vigile del Fuoco, poi l'ultima è che è stato un mio parente. Anche questo discorso della persona che è stata sentita due volte, per me è una delle tante indiscrezioni che gira. Il punto è, come vi ho detto, che quello scontrino l'ho fatto io». Infine, sulle indiscrezioni relative alla nuova perizia della dottoressa Cattaneo, che potrebbe rivedere l’orario dell’omicidio: «Io ho raccontato quello che ho fatto quella giornata, l'orario può cambiare come vuole, io ho detto come è andata, non cambio versione».
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