battaglia con mediaset

Fabrizio Corona ci prova e riapre Instagram dopo la chiusura per la causa di Mediaset

Andrea Regina

Fabrizio Corona è tornato su Instagram con un nuovo profilo, dopo la chiusura del suo account ufficiale che contava circa 2,4 milioni di follower. Il nuovo profilo, al momento seguito da poche migliaia di utenti, si presenta con una bio dal tono polemico: “Trattative non ne facciamo”, con riferimenti al sito Falsissimo, a Netflix Italia e a un indirizzo email definito “official”. Nel primo post pubblicato, un video che lo ritrae mentre si allena in palestra, Corona denuncia quella che definisce una censura da parte della piattaforma.

 

 

“Non per errore. Per paura”, scrive, sostenendo di non aver violato le regole ma di aver “violato equilibri” e di essere stato eliminato perché “scomodo”. “Questa non è moderazione. È censura”, aggiunge, accusando i social di garantire la libertà di espressione solo finché non disturba “i potenti” e “i moralisti da salotto”. “Un profilo si elimina in un click. Un uomo no. Un messaggio no. La verità no”, conclude Corona, rilanciando l’idea di un ritorno ancora più rumoroso: “Io torno sempre. E quando torno, faccio più rumore di prima”. Nel secondo post pubblicato sul nuovo account, il messaggio si riduce a una frase secca: “Il sistema guarda. Io continuo. La differenza è tutta lì”. Durerà questo account? Già negli scorsi giorni dei nuovi profili erano stati rimossi.

 

 

Giusto ieri è emerso che Mediaset e Mfe - Mediaforeurope hanno deciso di promuovere azioni civili risarcitorie, per un importo complessivo di 160 milioni di euro, nei confronti di Corona e delle società a lui riconducibili, per danni reputazionali e patrimoniali. "Quanto diffuso dal progetto 'Falsissimo' e da Fabrizio Corona, attraverso una violenza verbale inaudita - si è letto in una nota Mediaset - costituisce un insieme di menzogne, falsità e insinuazioni prive di qualsiasi fondamento e del minimo rispetto per le persone, le loro famiglie e le realtà coinvolte. Per queste ragioni, i singoli soggetti lesi" ovvero Pier Silvio e Marina Berlusconi, Maria De Filippi, Silvia Toffanin, Gerry Scotti, Ilary Blasi e Samira Lui "insieme a Mediaset e Mfe - Mediaforeurope, hanno deciso di promuovere azioni civili risarcitorie, per un importo complessivo di 160 milioni di euro, nei confronti di Fabrizio Corona e delle società a lui riconducibili, per danni reputazionali e patrimoniali. Il Gruppo si riserva inoltre di agire verso chi, a vario titolo, incentiva, amplifica o diffonde consapevolmente tali contenuti". E ancora, recitava il comunicato: "Non si tratta di gossip, né di pettegolezzo. Si tratta di un meccanismo organizzato e sistematico, nel quale la menzogna diventa uno strumento di lucro. Su questa campagna d'odio Corona monetizza migliaia di euro ogni settimana. Mediaset e Mfe agiranno in ogni sede per contrastare questo meccanismo. Che può colpire chiunque, persone note e cittadini comuni. Con una differenza sostanziale: mentre un grande gruppo come il nostro può permettersi strumenti di tutela adeguati, moltissime persone non hanno le risorse economiche necessarie per difendersi". "Per questo motivo - conclude il comunicato - le somme eventualmente riconosciute dal giudice a titolo risarcitorio in questo procedimento saranno destinate alla creazione di un fondo per la copertura delle spese di assistenza legale delle vittime di stalking, dei reati rientranti nel cosiddetto Codice Rosso e di tutti i fenomeni di cyberbullismo. Le persone, tutte le persone, devono potersi difendere sempre da questi crimini odiosi”.