garlasco

Ignoto X, Lovati scatenato su Garlasco: "Il vero movente". Nuova teoria sul pc

Valerio Castro

Il vero movente dell'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco il 13 agosto 2007 è nascosto nel pc della vittima? Se ne parla nel corso della puntata di giovedì 5 febbraio di Ignoto X, il programma condotto da Pino Rinaldi su La7. Il conduttore si chiede come si possa credere che Stasi abbia ucciso la fidanzata in pochi minuti per poi tornare al computer come se nulla fosse. "Ma possiamo veramente ancora credere a questo comportamento totalmente schizofrenico dei protagonisti di questa vicenda?".  In studio l'avvocato Antonio De Rensis e l'ex legale di Andrea Sempio, Massimo Lovati. Il primo, difensore dell'unico condannato per il delitto,  osserva: "Esprimo una semplice valutazione. Noi sappiamo che il movente non esiste, riteniamo che le sentenze debbano avere indicativi e non condizionali, riteniamo che se cominciamo a dire potrebbe, può darsi, magari, sarebbe, allora abbiamo finito. I processi devono essere fondati su delle asserzioni provate, non su delle ipotesi. Pertanto, ad oggi, il movente non esiste", afferma l'avvocato.

 

"Ma perché è stata uccisa in questo modo così brutale questa ragazza?", chiede Rinaldi a Lovati, che andrà a processo per diffamazione nei confronti dei legali dello studio Giarda, al tempo difensori di Stasi. "Se dalle analisi del computer di Chiara Poggi effettivamente si rintracciasse qualche documento, qualche filmato di pedopornografia, questo andrebbe sicuramente a favore della mia tesi", afferma il legale di Vigenvano che ritiene innocenti sia Sempio, sia Stasi. La sua teoria sul delitto si è arricchita, negli ultimi mesi, di nuove ipotesi. 

 

Il tuo browser non supporta il tag iframe

"Chiara Poggi in quei giorni sta effettuando delle ricerche mirate alla pedopornografia, alla cocaina cattiva e soprattutto al commercio degli organi umani. Quindi questi contenuti, se ci fossero, andrebbero a militare verso il mio convincimento dell'uccisione di Chiara Poggi da parte di un sicario assoldato da un'organizzazione criminale, e si è adoperato Alberto Stasi come scudo per il delitto", è la tesi di Lovati. In altre parole, Chiara avrebbe scoperto cose gravissime e per questa ragione sarebbe stata uccisa. Ma perché fare queste indagini? "Voi non avete approfondito i contenuti della chiavetta di Chiara Poggi, è tutto qua il problema, perché uno non si sogna la mattina di fare delle ricerche, degli approfondimenti su questi argomenti molto specifici e che non potevano interessarle personalmente - continua Lovati -. Perché non si parla mai di questa chiavetta? Perché non si parla mai di questi contenuti?". 

 

Rinaldi a questo punto auspica che i dispositivi elettronici appartenuti a Chiara e Alberto vengano "studiati fino in fondo da super esperti. Non ci accontentiamo più di letture di parte, non ci accontentiamo più di usare due pesi e due misure. Nel momento in cui si parla di Alberto Stasi c'è un giudizio di un certo tipo, quando si parla di certi contenuti presenti nel computer di Chiara Poggi dove entrano altri soggetti in ballo il metodo di giudizio è diverso", chiosa Rinaldi.