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Albanese ospite al Consiglio d'Europa. Il centrodestra italiano insorge: “Oltraggio al Giorno della Memoria”

Foto: Lapresse

Christian Campigli
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Un nuovo palco, una nuova scenografia, il solito copione. Ieri pomeriggio, di fronte alla Commissione Affari Sociali dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, è andata in scena una nuova audizione di Francesca Albanese. La sua presenza è stato un autentico colpo di teatro, visto che, all’ultimo minuto, il programma della sessione è stato modificato. Al suo posto avrebbe infatti dovuto parlare il medico Celine Galli. Nel corso della mattinata di ieri i rappresentati del centrodestra italiano hanno sollevato più volte la questione dell’opportunità che, la contestata "Special Rapporteur", tornasse a parlare di Gaza, di Israele e di genocidio in prossimità del Giorno della Memoria. Il suo discorso, letto in inglese («perché è la lingua ufficiale dell'Onu ed io rappresento quella istituzione») è stata una lunga, estenuante sequenza di numeri. I soliti che Albanese usa nei suoi discorsi. Anche in questo caso, nonostante la concomitanza del 27 gennaio, ha ribadito come, a sua detta, il conflitto di Gaza si possa definire a tutti gli effetti un genocidio. Una parola usata e ripetuta almeno quattro volte nel suo intervento.

 

 

Albanese ha spiegato poi di non aver partecipato ad alcuna attività con Hannoun. «Ero in vacanza in Italia, la gente mi vuole bene. Non sono amata dai politici in Italia ma la gente mi vuole bene. In tanti mi hanno chiesto di fare foto con loro tra cui con lui». Quando Ester Mieli, europarlamentare di Fratelli d'Italia, le ha chiesto di citare le fonti dalle quali sarebbero stati presi i numeri che la rappresentante dell’Onu ha snocciolato, Albanese ha fatto spallucce. Non rispondendo, de facto, ma sottolineando che le fonti sono «ben conosciute e che certe domande sono fastidiose». L’amica dei ProPal ha poi affermato che le sarebbe piaciuto «rispondere in italiano ad una sua connazionale, ma che non posso farlo perché in quest’Aula rappresento l’Onu». Infine, la giurista nativa di Ariano Irpino si è lasciata andare ad una frase enigmatica. Ovvero che spera possa esserci «la pace dal mare al fiume». Una locazione che ricorda molto uno slogan usato da Hamas e dai ProPal.

 

 

Il centrodestra italiano non ha affatto gradito la scelta di invitare Albanese e concederle questo ampio spazio. E così le delegazioni di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia presso l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa hanno scelto di esprimere la propria indignazione per le modalità con cui, «senza alcun preavviso e nell’immediatezza della sessione, è stata inserita all’ordine del giorno della Commissione Affari Sociali un’audizione della Relatrice Speciale Onu, Francesca Albanese – hanno affermato, in una nota congiunta, la presidente Elisabetta Gardini ed i deputati Deborah Bergamini, Dimitri Coin, Fabio Pietrella, Graziano Pizzimenti, Catia Polidori, ed i senatori Marco Dreosto, Ester Mieli, Domenica Spinelli -. Un invito che legittima le posizioni ripetutamente assunte da Francesca Albanese, ritenute inaccettabili e fortemente parziali, e già stigmatizzate in sedi ufficiali anche dal Rappresentante Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite, Ambasciatore Maurizio Massari, per il loro evidente superamento del mandato e per la violazione dei principi di equilibrio e imparzialità richiesti ai Relatori Speciali Onu». Gli esponenti di centrodestra hanno poi evidenziato l’anomalia della scelta del relatore, giunta priva di un adeguato confronto preventivo con le delegazioni nazionali, rappresenta una forzatura procedurale che incide negativamente sulla trasparenza e sulla correttezza dei lavori parlamentari. «Le delegazioni firmatarie ritengono inoltre discutibile e inopportuna la conduzione della seduta da parte della Presidente della Commissione, la quale, nel corso dell’audizione, si è più volte sostituita alla relatrice, intervenendo direttamente nelle risposte e orientando il dibattito in maniera non imparziale». Il centrodestra ha infine voluto stigmatizzare la scelta (assai discutibile) di invitare una persona che non ha mai fatto mistero di considerare la guerra a Gaza un genocidio proprio alla fine di gennaio. «È stato inopportuno – conclude la nota congiunta – aver invitato Albanese in prossimità del Giorno della Memoria - anche a fronte dei ripetuti attacchi dell’Albanese nei confronti della senatrice a vita, Liliana Segre».

 

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