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Migranti e caccia ai bianchi, ciclone Giordano: "Razzismo al contrario"

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Si era parlato inizialmente di una violentissima rissa tra bande. Poi dettagli inquietanti hanno sollevato dubbi su quanto realmente accaduto a Crépol, in Francia, dove si è sviluppata una vera e propria “caccia al bianco” organizzata da un gruppo di adolescenti di origini maghrebine. Tutto è successo attorno alle due di notte, quando una decina di persone in età compresa tra i 16 e i 21 anni ha raggiunto, a bordo di un van, la sala municipale delle feste del piccolo paesino nel sud-est del Paese. Nel complesso ci sono stati una ventina di feriti. Thomas, un giovane di soli 16 anni, è invece morto in ospedale a Lione per le ferite riportate. Questa vicenda è stata l'argomento dell'intervento di Mario Giordano a Fuori dal coro, il programma di politica e di attualità di Rete 4. "In Europa c'è un grande timore: che sia partita la caccia ai bianchi. In un paesino della Francia, Crépol, Thomas è stato accoltellato dagli immigrati che si erano inseriti in Europa e hanno scatenato la caccia ai bianchi", ha riepilogato il conduttore. 

 

 

"Non se n'è parlato tanto. Anzi, si è cercato di tenere nascosto il nome degli immigrati. Non si può dire il nome degli immigrati che ammazzano al grido di 'Ammazziamo il bianco'. Non ci sono stati cortei, manifestazioni. Nessuno si è inginocchiato per Thomas", ha detto Giordano, che ha subito domandato, "Vi ricordate quando ci si inginocchiava negli stadi, in Parlamento con i neri vittime di razzismo?". "Nessuno si è inginocchiato per Thomas, per un ragazzo di 16 anni, vittima del razzismo al contrario. Nessuno si è inginocchiato quando sui muri delle università francesi sono apparse scritte come 'Morte ai bianchi' come nessuno si è inginocchiato quando rapper neri hanno cominciati a fare canzoni in cui dicevano che bisogna uccidere i bebè bianchi nell'asilo", ha aggiunto. 

 

 

 

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